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CPAP e PEEP

 
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Autore Messaggio
fergus
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Registrato: 24/04/16 20:30
Messaggi: 1

MessaggioInviato: Dom Apr 24, 2016 8:35 pm    Oggetto: CPAP e PEEP Rispondi citando

Un saluto a tutti i colleghi.
Purtroppo sto cominciando a fare una gran confusione in questo ambito e vi chiedo se potete aiutarmi a dissolvere i dubbi.
LA CPAP è una ventilazione positiva che può essere invasiva e non invasiva, permette di ottenere una pressione costantemente positiva al momento dell'inspirazione?
La peep è un tipo di ventilazione o è un parametro?
Grazie a tutti...
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Vailaz91
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Registrato: 16/02/15 12:36
Messaggi: 23

MessaggioInviato: Gio Apr 28, 2016 5:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao!
La CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) è una modalità di ventilazione assistita (se invasiva) o di supporto a paziente non ventilato meccanicamente che permette di supportare il paziente nella respirazione.
Come dice l'acronimo per dare questo tipo di supporto è necessario mantenere COSTANTEMENTE e in tutte le VIE AEREE una pressione POSITIVA. Per fare ciò sono necessari dei flussi (in modo da mantenere "a pressione" il presidio che sia il casco/maschera/circuito del sistema invasivo) e una PEEP.
Quindi è una modalità che serve per aiutare il paziente in difficoltà respiratoria da cause differenti (indicazione principe l'edema polmonare acuto perchè supporta sia il respiro sia il ventricolo sinistro).

La PEEP (Positive End Espiration Pressure) è la PRESSIONE POSITIVA di fine ESPIRAZIONE.
Questo vuol dire che il paziente quando espira lo fa contro una sorta di "forza esterna" ovvero una pressione (positiva, altrimenti l'aria sarebbe risucchiata fuori dai suoi polmoni) che può andare da pochi cmH20 (centimetri d'acqua, si usa questa unità di misura perchè la PEEP è nata immergendo la "cannuccia" dentro cui soffia il paziente in una bacinella d'acqua appunto) fino anche a 20cmH20 nei pazienti intubati con ARDS importati o anche di più!
La PEEP è necessaria ma non sufficiente a fare la CPAP (se tu soffi con una cannuccia dentro una bottiglietta d'acqua, ad esempio con la cannuccia dentro di 5cm, e fai le bolle ottieni una PEEP di 5cmH20, ma quando inspiri tu prendi aria normalmente quindi hai la PEEP, ma non fai CPAP).

La CPAP necessita di una PEEP ma anche, appunto, di una pressione positiva INSPIRATORIA che è data (nel caso più comune) dal fatto che entrano tanti gas nello scafandro (casco) e lo gonfiano così quando prendi aria non respiri aria ambiente ma aria pressurizzata.

Spero di non averti confuso ancora di più le idee meaculpa
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SWAN-GANZ
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Registrato: 10/04/08 17:34
Messaggi: 47325
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MessaggioInviato: Sab Mag 21, 2016 4:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

La pressione positiva inspiratoria è però da non confondere con la pressione di supporto (negli intubati) altrimenti non è più CPAP ma PSV
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eddybeat
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Registrato: 29/01/17 20:41
Messaggi: 3
Residenza: Genova

MessaggioInviato: Lun Feb 06, 2017 5:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Solitamente la CPAP e' un tipo di ventilazione a pressione positiva che rientra nella casistica delle ventilazioni non invasive , non per altro una ventilazione sotto cpap rientra tra quelle ventilazioni definite come NIV cioe' ventilazione non invasiva. Lo scopo e la funzione di una vetilazione in CPAP e' quello di migliorare e favorire principalmente gli scambi gassosi nonche' la perfusione dei tessuti ed organi e favorire il ritorno venoso per cui l'applicazione di una CPAP e' molto indicata nei pazienti affetti da BPCO che hanno valori di pCo2 = o maggiori di 80 ; l'azione della CPAP e della PEEP e', si puo' dire un' azione in simbiosi poiche' entrambe lavorano ottimamente insieme , la PEEP o pressione di fine espirazione positiva favorisce la distensione della membrana degli alveoli polmonari evitandone il collabimento che, in condizioni patologiche, come per esempio nei pazienti enfisematosi, la superficie normalmente rotondeggiante di un alveolo e' sostituita da una superficie spigolosa ed irregolare.Questa superficie irregolare mal si addice all'adesione della membrana alveolare con la membrana venosa[membrana tra l'altro permeabile al passaggio di alcune sostanze grazie al processo di osmosi, come appunto l'ossigeno e l'anidride carbonica] per cui non avviene un efficiente scambio gassoso tra i gas Ossigeno ed Anidride carbonica . Come dicevo prima la PeeP favorisce la distensione della membrana dell'alveolo favorendo cosi' una maggiore superficie di contatto tra alveolo e vena producendo quindi un maggiore scambio gassoso. La CPAP a questo punto, una volta che la PeeP ha favorito la distensione alveolare introduce nelle vie respiratorie una pressione di aria [ solitamente si parla di aria ambiente anche se spesso si vedono adoperare dei sistemi CPAP con arricchimento di ossigeno] favorendo una maggiore ventilazione a livello polmonare ed una conseguente e migliore fase di ricambio tra i gas Ossigeno ed anidride carbonica.
Al giorno d'oggi e' possibile vedere apparecchi CPAP anche al domicilio dei pazienti oltre che nelle strutture ospedaliere poiche' spesso la CPAP viene impiegata come terapia d' elezione nella Sindrome delle apnee notturne,ove si manifesta una sorta di ostruzione meccanica delle alte vie respiratorie spesso favorita da problemi di lassita' del palato molle o dal cosidetto collo taurino che, in un paziente che riposa nella postura supina, a causa della forza di gravita' e del rilassamento muscolare specialmente nella fase R.E. M del sonno, si ha uno schiacciamento della trachea oppure una retropulsione della lingua od ancora , una ostruzione causata da un'abbondante porzione di palato molle. La ventilazione non invasiva a pressione positiva continua favorisce un mantenimento del trofismo muscolare del palato molle e, se adeguatamente impostata vince le resistenze che creano le ostruzioni delle vie respiratorie superiori nonche' favorisce una adeguata distensione della parete alveolare favorendo quindi cosi' non solo un miglior scambio gassoso ma agevolando anche il ritorno della circolazione venosa al cuore riducendo le resistenze periferichee di conseguenza quindi migliorando anche i vaolri di pressione arteriosa.
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