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PROCEDURE INFERMIERISTICHE - Check list
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Skyes
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MessaggioInviato: Dom Ott 05, 2008 10:32 pm    Oggetto: PROCEDURE INFERMIERISTICHE - Check list Rispondi citando

PROCEDURE INFERMIERISTICHE - Check List:

Tecnica specialistica per Paracentesi - tratto dal testo "Check-list infermieristiche":


SEQUENZA ATTI TECNICI:

- Materiale: un set sterile per paracentesi addominale composto da: 3 aghi da puntura 14,16,18 Gauge, punta corta, con cappuccio di protezione, tubo di connessione trasparente 45 cm, rubinetto a 3 vie, sacca di raccolta da 2 l;

- contenitore con confezione disinfettante iodofora, soluzione antisettica, anestetico locale, siringhe da 5 o 10 ml, per anestesia; occorrente per anestesia di superficie, guanti sterili, monouso, telino fenestrato, cerotto per medicazione o medicazione plastica spray, sacca larga o contenitore sterile per il drenaggio, pinze per il clampaggio, arcelle reniformi, soluzioni infusive (albumina, macrolidi), eventuale fasciacorpo, occorrente per tricotomia, se necessaria, cerotto medicato.

3 - Spiegare al paziente la procedura per ottenere consenso: per ottenere la sua collaborazione e ridurre l'ansia.

4 - Invitare il paziente a svuotare la vescica: per evitare di perforarla durante l'introduzione dell'ago.

5 - Verificare che vi sia tutta la documentazione clinica del paziente: Markers dell'epatite B, C, albuminemia, proteinemia.

6 - Assicurare la privacy: eseguire la manovra nella sala di medicazione.

7 - Effettuare una pre-medicazione mezz'ora prima dell'esame, se richiesto: nel caso di dolore eccessivo o di ansia o paura del paziente.

8 - Eseguire la tricotomia, se necessario: riduce la carica batterica.

9 - Mettere il paziente in posizione di Fowler sostenendo il dorso, braccia e piedi, o disteso sul letto: questa posizione facilita per gravità la rimozione di liquido che defluirà spontaneamente fino al riequilibrio dalla pressione.

10 - Si esegue la disinfezione della parte e il campo sterile: serve a prevenire infezioni locali e/o sistemiche.

11 - Si somministra un anestetico locale per infiltrazione: diminuisce il dolore e assicura così la massima collaborazione da parte del paziente.

12 - Il medico pratica un'incisione e inserisce un ago cannula a livello del quadrante inferiore sx dell'addome, in un punto che coincide con una tangente tracciata fra la cresta iliaca antero-inferiore all'ombelico: viene utilizzata la parte sx e in posizione bassa per evitare di ledere il fegato aumentato di volume e, ulteriormente per evitare di ledere accidentalmente una vescica sovradistesa o di perforare il colon.

13 - Agendo sul rubinetto a tre-vie far defluire il liquido nella sacca: il liquido deve defluire lentamente per non collassare il paziente.

14 - Dovrebbe essere disponibile una pinza sul tubo per ridurre, se necessario, la velocità di deflusso del liquido: può verificarsi un notevole spostamento circolatorio di liquido, causando un'improvvisa caduta della pressione intraaddominale, con possibile vasodilatazione e conseguente caduta della pressione.

15 - Durante l'esecuzione della tecnica controllare i segni vitali del paziente.

16 - Al termine del drenaggio, togliere la cannula.

17 - Disinfettare accuratamente la parte.

18 - Applicare una medicazione compressiva sterile sulla ferita: per evitare la fuoriuscita di liquido anche dopo l'estrazione dell'ago.

19 - Eventualmente posizionare una fasciacorpo: per contenere l'addome del paziente ormai flaccido dopo l'evacquazione.

20 - Si annota la quantità e il tipo di liquido estratto: sulla cartella clinica e infermieristica.

21 - Si controllano gli eventuali campioni raccolti: con le relative richieste verranno inviati al laboratorio di analisi patologica.

22 - Controllare i segni vitali ogni mezz'ora per 2 ore, successivamente ogni ora per 4 ore, ed infine ogni 4 ore per 24 ore.

23 - Registrare l'avvenuta tecnica sulla cartella clinica.

25 - Provvedere al riordino del materiale utilizzato.


L'ultima modifica di Skyes il Mer Ott 21, 2009 7:55 pm, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Dom Ott 05, 2008 11:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

l'hai presa da una fonte, o la fonte è tua? sai già a che stò pensando... Very Happy



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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 10:35 am    Oggetto: Rispondi citando

Basta procedure per carità ho appena finito di farle per tutto quello che facciamo in reparto.. Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
Ho capito dove vuoi andare a parare Very Happy Very Happy Very Happy

Se vuoi te le inserisco tutte
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bibibongi
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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 11:19 am    Oggetto: Rispondi citando

Ti possono bastare?

PARAMETRI VITALI


Questi parametri sono indicatori significativi delle funzioni del corpo, infatti modificazioni in ognuno di questi valori può indicare una alterazione dello stato di salute del paziente.
I parametri vitali sono reperti regolari degli organi vitali.

I segni vitali vanno:
- osservati
- classificati
- valutati
I segni occorre:
- quantificarli
- trascriverli in appositi grafici
- ricontrollarli a distanza di tempo.

I parametri vitali sono strettamente correlati alla somministrazione della terapia. La preparazione della terapia e la sua somministrazione sono compiti fondamentali dell’infermiere.
La responsabilita’ dell’infermiere esige la conoscenza degli organi da trattare, come i farmaci agiscono sul corpo del paziente, i loro effetti desiderati e quelli collaterali.

Anche se i farmaci vengono prescritti dal medico, l’infermiere che li somministra e’ responsabile delle sue azioni.


La prescrizione del medico:

perche’ un farmaco possa essere somministrato deve esserci una prescrizione medica.

La prescrizione puo’ essere verbale solo in caso di urgenza ed emergenza e appena possibile trascriverla sulla cartella e farla firmare dal medico stesso.

Nella prescrizione di un farmaco deve comparire:
- il nome del paziente
- la data di prescrizione
- il nome del farmaco
- il dosaggio
- la via di somministrazione
- l’intervallo e la frequenza di assunzione
- la firma di chi ha ordinato la terapia.




REGOLE PER ESEGUIRE UNA CORRETTA PREPARAZIONE E SOMMINISTRAZIONE DEL FARMACO.

- LEGGERE L’ETICHETTA SULLA FIALA ALMENO TRE VOLTE
- SE LA PREPARAZIONE E’ INDICATA PER FARMACI COME INOTROPI, VASODILATATORI, CATECOLAMINE, E TUTTI QUEI FARMACI CHE DOPO LA LORO PREPARAZIONE VENGONO SOMMINISTRATI PER VIA ENDOVENOSA PERIFERICA O CENTRALE DEVONO AVERE IL DOPPIO CONTROLLO, DUE INFERMIERI.
- ASSICURARSI CHE LA PREPARAZIONE DEL FARMACO SIA ADATTA ALLA VIA DI SOMMINISTRAZIONE PRESCRITTA
- QUANDO SI PREPARA UN FARMACO SI DEVE NON SOLO SOMMINISTRARE MA ANCHE REGISTRARE, MAI DELEGARE UN’ALTRA PERSONA.

La “regola delle 6 G” consiste in una serie di passi che l’infermiere deve percorrere ad ogni somministrazione di una terapia a tutela della sua correttezza. Essi consistono che siano indicati:
1) il giusto farmaco: confrontare la prescrizione medica con la scheda della terapia, conoscere l’azione del farmaco, il dosaggio e la via di somministrazione, gli effetti collaterali, eventuali incompatibilità con altri farmaci;
2) la giusta persona: controllare il nome della persona e il numero del letto con quello scritto sulla scheda della terapia; se è possibile chiedere alla persona il proprio nome e cognome;
3) il giusto orario: questo fattore è controllabile nel momento in cui si decide la ripartizione della dose terapeutica giornaliera. Spesso il medico prescrive quante volte al giorno somministrare il farmaco; l’infermiera dovrà allora stabilire gli orari corretti al fine di mantenere un suo costante livello ematico nelle 24 ore;
4) la giusta via di somministrazione: ogni farmaco può avere più vie di somministrazione che occorre conoscere. Alcuni preparati possono essere somministrati per una sola via, ad esempio quella endovenosa, per altri occorre cambiare il tipo di solvente a seconda della via di somministrazione;
5) la giusta dose: è sempre opportuno verificare la correttezza del dosaggio;
6) la giusta registrazione: registrare l’avvenuta registrazione sulla scheda della terapia con la firma dell’infermiere.


NUTRIZIONE PARENTERALE TOTALE

Introduzione di principi nutritivi all’interno del circolo venoso. Può essere periferica o centrale se si utilizza una vena centrale . Si utilizzano le vene periferiche in caso di infusioni di soluzioni isotoniche, mentre le vene centrali si possono utilizzare per l’infusione di soluzioni ipertoniche.

Indicata nei pazienti che:

- non possono nutrirsi attraverso una via naturale, pazienti intubati o tracheostomizzati
- necessitano di molte calorie
- non si nutrono a sufficienza

La preparazione di una sacca parenterale totale N.P.T prevede l’utilizzo di:
- NaCl 0,9%
- aminoacidi
- glucosio
- vitamine
- elettroliti
- lipidi

MATERIALE
- sacca
- deflussore e pompa infusionale
- guanti sterili
- soluzione da infondere
- contenitore per rifiuti taglienti e non
- disinfettante
- etichetta adesiva

PROCEDURA

Questa procedura viene garantita solo di fronte ad alcuni criteri fondamentali che sono:
- la preparazione della sacca deve essere fatta da personale professionalmente preparato
- ci deve essere a disposizione uno spazio, ambiente protetto, idoneo per la preparazione
- attrezzatura adeguata, cappa laminare.

Le attività che devono essere garantite sono:
- se la sacca e’ già confezionata rimuoverla dal frigo 1 ora prima
- applicare sulla sacca un’etichetta adesiva dove siano indicati data, ora di preparazione, nome del paziente, sostanze contenute e velocità di infusione
- controllare che non si verificano eventuali modificazioni delle caratteristiche fisiche della sacca, ad esempio il colore
- identificare il paziente
- lavare le mani
- collegare il deflussore alla sacca far defluire il contenuto per tutta la lunghezza del deflussore
- collegare il deflussore al rubinetto del catetere venoso centrale nella via distale
- impostare velocita’ e tempo di infusione nella pompa volumetrica
- smaltire e riordinare il materiale
- segnalare l’avvenuta esecuzione della procedura
- controllare il bilancio idrico delle entrate ed uscite liquidi
- eseguire controlli della glicemia

POMPA VOLUMETRICA: utilizzo

Dispositivo che garantisce il flusso regolare delle sostanze da infondere. La pompa volumetrica viene utilizzata in pazienti in cui sia necessario monitorare la velocita’ e la quantita’ di un farmaco infuso o in pazienti che necessitano di una infusione continua nelle 24 ore.


ASPIRAZIONE RINO FARINGEA

Introduzione di una sonda attraverso il naso o la bocca e successivamente aspirazione delle secrezioni.

Scopo diagnostico:

 raccogliere le secrezioni per esaminarle.

Scopo terapeutico:

o liberare le vie aeree dalle secrezioni
o aumentare la capacita’polmonare
o aumentare l’ossigenazione dei tessuti

MATERIALE:

 catetere monouso per aspirazione
 aspiratore con sacca di raccolta
 tubo di raccolta al sondino
 guanti sterili e monouso
 mascherina
 soluzione fisiologica
 contenitore per rifiuti

PROCEDURA:

- identificare ed informare il paziente
- posizione semiseduta
- lavare le mani ed indossare guanti monouso e mascherina
- accendere l’aspiratore e regolarne la pressione
- inserire il sondino 15-20 cm nella narice senza aspirare
- raccordare il sondino al tubo di aspirazione
- iniziare la manovra di aspirazione mediante movimenti rotatori quando il catetere viene rimosso. Interrompere la manovra se si incontrano resistenze
- immergere il sondino nella soluzione fisiologica per pulire il tubo di raccordo, gettare il sondino nei rifiuti speciali.
- togliere i guanti e lavarsi le mani
- segnalare la manovra sulla scheda e le caratteristiche delle secrezioni.



GESTIONE DELLA TRACHEOSTOMIA E DELLA CANNULA TRACHEALE


La tracheotomia e’ la creazione di un’apertura nella trachea a livello del collo, con l’inserimento di un tubo permanente per facilitare il passaggio dell’aria o l’espulsione delle secrezioni.

SCOPO:

• favorire l’eliminazione delle secrezioni assicurando in tal modo una adeguata respirazione
• medicare la tracheotomia al fine di prevenire infezioni e lesioni cutanee

Materiale:

 guanti sterili
 bacinella
 aspiratori e sondini sterili
 acqua ossigenata o disinfettante
 scovolino
 garze sterili e metallina , medicazione pronta per tracheotomie
 pomata emolliente
 fettuccia
 telino
 contenitore per rifiuti
 controcanula.

PROCEDURA:

Le attivita’ che devono essere garantite sono:

- identificare ed informare il paziente
- posizione semiseduta
- lavare le mani
- indossare i guanti
- aspirare il paziente
- rimuovere la controcanula o la canula stessa in senso antiorario
- pulire e disinfettare il foro della tracheotomia
- posizionare la nuova canula , aspirazione se necessaria.
- cambiare la fettuccia che fissa la canula
- medicare e riporre tutto il materiale
- segnalare l’avvenuta esecuzione della prestazione.


CATETERE VESCICALE: INTRODUZIONE

DEFINIZIONE:

Insieme di manovre che attraverso l’impiego di un catetere, consentono di attraversare l’uretra e giungere in vescica.

SCOPO DIAGNOSTICO

- Prelevare una certa quantita’ d’urina
- Introdurre mezzi di contrasto
- Valutare il residuo d’urina

SCOPO TERAPEUTICO

- Drenare l’urina presente in vescica
- Praticare lavaggi vescicali
- Introdurre in vescica farmaci prescritti

MATERIALE

- Catetere di calibro adeguato al paziente
- Sacca sterile a circuito chiuso
- Teli sterili, garze,antisettico,lubrificante
- Soluz.fisiologica, siringa, guanti sterili e non, piano d’appoggio

PROCEDURA

- Identificare ed informare il paziente
- Lavare le mani
- Indossare i guanti
- Predisporre il materiale con manovre asettiche(PREPARARE IL CAMPO STERILE CON TUTTO IL MATERIALE PRONTO)
- Eseguire una accurata igiene dei genitali con acqua e detergente

NELLA DONNA

- Scoprire e posizionare la paziente supina e gambe flesse
- Posizionare il telino sterile
- Eseguire l’antisepsi dei genitali dall’alto verso il basso
- Togliere il primo paio di guanti sterili ed indossare il secondo
- Lubrificare il catetere
- Separare le grandi labbra e visualizzare l’orifizio uretrale
- Introdurre il catetere nell’uretra fino a quando non vi e’ fuoriuscita di urina
- Iniettare l’acqua sterile della siringa per gonfiare il palloncino
- Ritirare leggermente il catetere verso il basso per accertarsi che sia ben ancorato
- Posizionare la sacca di raccolta a circuito chiuso
- Smaltire e riordinare il materiale usato
- Togliere i guanti
- Lavare le mani
- Segnalare l’avvenuta esecuzione della prestazione

NELL’UOMO

- Introdurre il catetere nel meato urinario mantenendo il pene in posizione perpendicolare, all’ostacolo prostatico, abbassare il pene e continuare l’inserimento fino a quando non vi e’ fuoriuscita di urina.

Tutte le procedure prima e dopo l’ntroduzione sono uguali alla donna.


CATETERE VESCICALE: RIMOZIONE

MATERIALE

• guanti monouso
• siringa
• contenitore per rifiuti

PROCEDURA

- identificare ed informare il paziente
- lavare le mani
- indossare i guanti
- sgonfiare il palloncino con la siringa
- sfilare il catetere
- smaltire i rifiuti
- togliere i guanti
- lavare le mani
- segnalare l’avvenuta esecuzione della prestazione



DRENAGGIO CHIRURGICO: GESTIONE

Definizione:

E’ un dispositivo chirurgico che permette di eliminare i equidi presenti in uno spazio o cavita’ anatomica. Di solito viene introdotto in sala operatoria .
L’azione del drenaggio puo’ essere spontanea, attraverso vari tipi di aspirazione. Si ottiene con l’applicazione di un tubo nella cavita’ e raccordato ad una sacca di raccolta che viene posizionato piu’ basso del paziente.

Scopo:

- favorire lo svuotamento di una raccolta di siero, sangue e pus.
- Evitare che si formino raccolte di siero o sangue che potrebbero infettarsi
- Le caratteristiche e la quantita’ di liquido drenato permettono di intervenire precocemente sulle cause.

DRENAGGIO TORACICO : GESTIONE

DEFINIZIONE

Il drenaggio toracico viene introdotto in caso di pneumotorace o emotorace. La sua errata gestione o il suo malfunzionamento possono costituire un pericolo immediato per la vita del paziente.

SCOPO

- Mantenere la pervieta’ del sistema
- Favorire una buona espansione toracica
- Garantire il processo della respirazione

MATERIALE

il materiale necessario per l’applicazione della procedura e’:

- materiale per la disinfezione
- materiale per la medicazione
- pinza per clampare il trocar ( drenaggio)

PROCEDURA
- informare ed identificare il paziente
- controllare quantita’ e qualita’ del liquido drenato
- controllare le connessioni siano adeguatamente raccordate
- controllare che il sistema garantisca una linearita’ di flusso.
- non sollevare mai i bottiglioni da terra.
- controllare che il livello del liquido della valvola ad acqua oscilli durante l’inspirazione e l’espirazione .Se questo non avviene puo’ indicare una ostruzione del sistema o una riespansione del polmone quindi avvenuta guarigione.
- Controllare che il sistema di drenaggio sia sempre posizionato piu’in basso rispetto al livello del paziente (circa 60-90 cm sotto il piano del letto.
- Assicurare che il sistema del drenaggio sia in un luogo sicuro e ben fissato al pavimento in modo tale da non essere inavvertitamente spostato;
- Ricordarsi di clampare il tubo in caso di momentaneo spostamento del sistema sopra al livello precedentemente indicato;
- Controllare e cambiare la medicazione sotto prescrizione medica rigorosamente rispettando le norme di asepsi;
- Accertarsi della eventuale presenza di dolore e somministrare gli opportuni farmaci,sotto prescrizione medica;
- In caso di drenaggio non in aspirazione,invitare il paziente a muoversi,a mantenere il sistema di drenaggio piu’in basso rispetto al punto di inserzione e a dare periodicamente dei colpi di tosse;
- Assicurarsi di avere sempre a portata di mano,due pinze(per una doppia sicurezza)per clampare il drenaggio in caso di emergenza;
- Controllare i parametri vitali e le condizioni del paziente,per evidenziare precocemente l’insorgenza di complicanze.

DRENAGGIO TORACICO: INTRODUZIONE

DEFINIZIONE

Introduzione di un catetere toracico per drenare una raccolta intrapleurica in aria, liquidi o sangue che ostacola la ventilazione. Il catetere viene poi raccordato o con un sistema di bottiglie di vetro (1 o 2 contenitori) con un livello di acqua nel quale pesca il tubo, o con il sistema Pleur-vac oggi più usato perché monouso e più pratico. Il drenaggio pleurico può essere a caduta o ad aspirazione. L’introduzione del catetere di solito viene eseguita in sala operatoria, ma in caso di urgenza può essere fatta anche in sala medicazione o in pronto soccorso.

SCOPO

Trattamento di emotorace (raccolta di sangue) pneumotorace (raccolta di aria) compreso il pneumotorace iperteso oppure entrambe le situazioni.

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
 Materiale per eventuale tricotomia
 Telini sterili
 Sistema di drenaggio a valvola (sistema Trocar con camicia e mandrino)
 Bottiglie di vetro o sistema Pleur-vac
 Pinze per clampaggio
 Garze sterili
 Siringa da 10 cc
 Anestetico locale
 Filo da sutura per fissaggio tubo di drenaggio
 Pinza porta aghi
 Cerotto per medicazione
 Guanti sterili e non
 Camice sterile
 Dispositivi di protezione individuale
 Contenitore per i rifiuti speciali e rigido per smaltimento materiale tagliente

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
 Identificare il paziente
 Informare il paziente
 Lavare le mani
 Indossare i guanti
 Preparare il campo sterile
 Posizionare il paziente supino o in posizione semiseduta con il braccio dalla parte interessata dietro la testa
 Eseguire la tricotomia se la situazione lo concede
 Disinfettare la zona
 Praticare l’anestesia locale
 Ricercare lo spazio intercostale (in caso di emotorace ricercare lo spazio tra il 3° e il 5° spazio intercostale mentre in caso di pneumotorace ricercare il primo spazio claveare)
 Introdurre la siringa in aspirazione (tale manovra permette di confermare la presenza di aria, sangue, etc.)
 Praticare l’incisione cutanea sulla guida dell’ago lasciato come repere
 Introdurre il tubo di drenaggio mantenendo fermo il mandrino
 Estrarre il mandrino fino a circa metà del tubo e clampare il tubo stesso
 Estrarre la parte restante del mandrino e collegare il il drenaggio con il sistema prescelto
 Declampare il tubo e verificare il corretto funzionamento del sistema
 Applicare il punto di fissaggio e confezionare la “borsa di tabacco” con il filo di sutura
 Fare la medicazione a piatto
 Eseguire la radiografia del torace per verificare il corretto posizionamento

Il ruolo dell’infermiere è quello di:
 Preparare il campo sterile e tutto il materiale
 Eseguire la tricotomia
 Assistere il medico durante l’introduzione del drenaggio
 Controllare i parametri vitali del paziente
 Rassicurare il paziente
 Raccordare il sistema di drenaggio
 Eseguire la medicazione dopo il posizionamento del drenaggio
 Gestire il drenaggio


DRENAGGIO TORACICO: RIMOZIONE

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
È necessaria la presenza di due operatori (medico e infermiere)
Posizionare il paziente in posizione supina o semiseduta con il braccio dietro la nuca
Scoprire la medicazione
Disinfettare con garze sterili e disinfettante (clorexidina allo 0.02%)
Rimuovere il punto di fissaggio del drenaggio
Invitare il paziente a fare una inspirazione profonda e a trattenere il respiro
Mentre un operatore sfila velocemente il drenaggio contemporaneamente l’altro operatore chiude le estremità del filo della borsa di [CENSORED] per impedire l’entrata di aria attraverso il foro di uscita del drenaggio
Eseguire la medicazione a piatto
Allontanamento e smaltimento del materiale rimosso
Documentare l’intervento


FERITA CHIRURGICA: MEDICAZIONE E GESTIONE


DEFINIZIONE

Soluzione di continuo della superficie del corpo.
Ogni ferita deve essere considerata come una porta di ingresso per i microrganismi quindi un procedimento asettico durante la medicazione è la premessa per favorire la cicatrizzazione e per evitarne l’insorgenza di infezione della ferita chirurgica.

SCOPO

- Proteggere la ferita da contaminazioni e traumi
- Favorire la cicatrizzazione
- Mantenere i margini della ferita puliti
- Effetto antalgico

MATERIALE

- camice sterile
- mascherina
- copricapo
- guanti sterili e non
- teli sterili
- garze sterili
- strumentario chirurgico
- antisettico
- soluz. Fisiologica
- cerotti
- arcella
- etere o altra soluz. Sgrassante
- contenitore per rifiuti speciali

PROCEDURA

- informare il paziente
- garantire la privacy del paziente
- posizionare il paziente garantendo un buona esposizione della ferita
- eseguire il lavaggio antisettico delle mani
- preparare il campo sterile
- indossare guanti monouso e camice
- rimuovere la vecchia medicazione allontanandola dall’area pulita
- eseguire il lavaggio delle mani
- indossare mascherina, camice e guanti sterili
- controllare le condizioni della ferita
- lavare con soluz. Fisiologica la ferita
- procedere con la medicazione partendo da quella più pulita e semplice a quella più complessa e infetta. Pulire dall’alto verso il basso partendo dal centro e continuando verso l’esterno. Usare una garza diversa ad ogni passaggio.
- disinfettare la ferita con garze sterili e antisettico
- eseguire eventuale rimozione di punti di sutura con forbici, pinza e guanti sterili
- ricoprire la ferita con cerotti e garze sterili
- rimuovere e smaltire tutto il materiale al termine della procedura
- togliere i guanti
- lavare le mani
- documentare l’avvenuta esecuzione della procedura



GASTROSTOMIA PERCUTANEA (PEG): ALIMENTAZIONE

DEFINIZIONE


Somministrazione di principi nutritivi tramite gastrostomia per cutanea (PEG).

SCOPO

Mantenere un adeguato apporto nutritivo in pazienti che necessitano di un regime terapeutico prolungato.

Materiale:

- guanti monouso
- sacca con principi nutritivi
- deflussore
- siringa di 50 ml
- sacca con acqua
- asta
- garze
- pinza
- contenitore dei rifiuti

Procedura:

- identificare il paziente
- informare il paziente
- controllare la prescrizione
- lavare le mani
- indossare guanti monouso
- alzare la testa del letto e tenerla sollevata per almeno 30 minuti dopo il termine del pasto
- controllare la finestra per cutanea
- controllare il residuo gastrico con uno schizzettone
- iniettare, prima e dopo il pasto, piccoli boli di acqua a temperatura ambiente
- raccordare il deflussore alla sacca
- riempire il deflussore
- clampare la sonda con una pinza
- raccordare il deflussore alla sonda
- togliere la pinza
- iniziare l’alimentazione che può essere fatta a boli, attraverso pompe per infusione oppure a caduta
- osservare la tolleranza del paziente verso i preparati somministrati
- somministrare i liquidi precocemente
- aggiungere i liquidi ad alto contenuto calorico gradatamente
- aggiungere in un secondo momento anche gli alimenti frullati
- adeguato smaltimento dei rifiuti
- togliere i guanti
- lavarsi le mani
- segnalare l’avvenuta esecuzione della procedura.

Al termine del pasto:

- somministare una piccola quantità di acqua per pulire la sonda
- rimuovere il deflussore e la sacca
- chiudere il sondino e avvolgere l’estremità in una garza
- controllare la cute intorno alla stomia
- una volta al giorno e al bisogno lavare la cute con acqua e sapone
- al bisogno applicare creme, gel, o placche per la protezione della cute.


SONDINO NASO-GASTRICO (SNG): INTRODUZIONE

DEFINIZIONE

Introduzione di una sonda attraverso il naso fino allo stomaco (sondino naso-gastrico) oppure dal naso fino all’intestino (sondino naso-duodenale).

SCOPO

- decompressione dello stomaco (sondino ad una via dove verrà raccordata la scca)
- introduzione di sostanze nutritive direttamente nello stomaco o intestino (sondino a una via)
- drenare una eventuale emorragia o introdurre il lavaggio (sondino a due vie per permettere il lavaggio).

MATERIALE

- sondino
- guanti monouso
- lubrificante
- arcella
- bicchiere
- siringa 50 ml
- cerooto fonendoscopio
- sacca di raccolta
- telo
- contenitore per rifiuti
- eventuale materiale per lavaggio

PROCEDURA

- identificare il paziente
- informare il paziente
- controllare la prescrizione
- garantire la privacy
- lavare le mani
- indossare i guanti monouso
- posizionare il paziente semiseduto o seduto
- proteggere il paziente con un telo
- controllare con quale narice il paziente respira meglio e introdurre la sonda da quella parte
- misurare la distanza fra narice, lobo dell’orecchio e processo xifoideo (se necessario)
- chiudere il sondino
- lubrificare il sondino
- introdurre il sondino dalla narice prescelta fino ad arrivare all’orofaringe; far bere un sorso d’acqua al paziente
- proseguire fino alla terza tacca contrassegnata
- verificare il corretto posizionamento del sondino aspirando il contenuto gastrico con lo schizzettone o introducendo dell’aria dentro il sondino con lo schizzettone e ascoltare con un fonendoscopio il passaggio dell’aria dentro lo stomaco
- fissare il sondino al naso con cerotto
- raccordare il sondino alla sacca
- introdurre soluzione di lavaggio in caso di emorragia
- controllare eventuali reazioni del paziente
- riordinare il materiale e smaltire tutti i rifiuti
- togliere i guanti
- lavare le mani
- documentare l’avvenuta procedura


SONDINO NASO-GASTRICO (SNG): RIMOZIONE

MATERIALE

- guanti monouso
- contenitore per i rifiuti
- garze
- telo

PROCEDURA

- identificare il paziente
- informare il paziente
- controllare la prescrizione
- garantire la privacy
- lavare le mani
- indossare guanti monouso
- proteggere il paziente con un telo
- invitare il paziente a fare un respiro profondo
- sfilare il sondino il più velocemente possibile
- verificare le condizioni generali del paziente
- adeguato smaltimento dei rifiuti
- togliere i guanti
- lavare le mani
- segnalare l’avvenuta esecuzione della procedura.


SUTURE CUTANEE: RIMOZIONE

DEFINIZIONE

La sutura è una tecnica utilizzata per unire i tessuti. Di solito le suture vengono rimosse 7-10 giorni dopo l’intervento. Viene usata una tecnica sterile e forbici

MATERIALE

- telo sterile
- garze sterili
- soluzione disinfettante
- guanti monouso sterili e non
- forbici sterili e pinze per punti di sutura
- steristrip per tenere uniti i lembi della ferita se si dovesse verificare la deiscenza della stessa
- contenitore per rifiuti speciali
- garze sterili e cerotto

PROCEDURA

- identificare il paziente
- verificare la prescrizione del medico per la rimozione della sutura
- informare il paziente
- lavare le mani
- indossare i guanti non sterili e rimuovere la medicazione precedente
- eseguire il lavaggio delle mani
- indossare i guanti sterili
- pulire l’incisione con garze sterili e antisettico
- afferrare la sutura a livello del nodo con un paio di pinze
- tagliare il filo con la forbice
- tirare fuori completamente la sutura con le pinze
- ispezionare accuratamente la sutura per assicurare che tutta sia stata rimossa
- porre il punto rimosso dentro una garza sterile stando attenti a non contaminare la punta delle pinze
- continuare a rimuovere i punti di sutura
- pulire di nuovo l’incisura con una soluzione antisettica
- applicare la medicazione sterile di garza
- riordino e rimozione del materiale
- togliere i guanti
- lavare le mani
- informare il paziente di comunicare se fuoriesce sierosità dalla ferita
- documentare l’avvenuta procedura.



TRACHEOASPIRAZIONE


DEFINIZIONE

Inserimento di una sonda dalla cannula tracheostomica e successiva aspirazione delle secrezione bronchiali

SCOPO

Diagnostico:
prelevare campioni di muco per eseguire dei test diagnostici

Terapeutico: liberare le vie aeree dalle secrezioni, aumentare la capacità di ventilazione
Aumentare l’ossigenazione tessutale

MATERIALE

- aspiratore con sacca di raccolta
- tubo di raccordo
- sondino sterile
- soluzione fisiologica e/o soluzione disinfettante
- guanti monouso sterili e non
- mascherine monouso
- contenitore per rifiuti

PROCEDURA

- identificare il paziente
- accertare la reale necessità di aspirare il paziente
- informare il paziente quando possibile che la manovra provocherà tosse e che sarà utile per la rimozione delle secrezioni
- posizionare il paziente in posizione seduta o semiseduta
- lavare le mani
- mettere i guanti monouso non sterili
- indossare la mascherina
- accendere l’aspiratore e controllare l’adeguata pressione
- aprire il sondino e raccordarlo al tubo di raccolta (il sondino per il momento deve rimanere nel suo involucro)
- tenere il sondino raccordato al tubo in una mano
- indossare un guanto sterile nell’altra mano
- prendere la parte prossimale del sondino con il guanto sterile
- introdurre il sondino nella cannula per circa 20 cm senza aspirare
- fare con movimenti rotatori la manovra di ritorno aspirando progressivamente le secrezioni
- non far durare la manovra più di 15 secondi
- gettare il sondino nel contenitore dei rifiuti speciali al termine della manovra
- risciacquare il tubo nella soluzione fisiologica o nella soluzione disinfettante
- riordinare il materiale utilizzato e smaltire i rifiuti
- lavare le mani
- segnalare l’avvenuta esecuzione della procedura e le caratteristiche delle secrezioni.

COMPLICANZE

- ipossiemia
- tosse e broncospasmo
- traumatismi delle vie aeree
- aritmie e bradicardia
- infezioni
- atelettasia


CATETERE ARTERIOSO: PRELIEVO DI UN CAMPIONE DI SANGUE

DEFINIZIONE

Prelievo di un campione di sangue da una via arteriosa esistente (es. arteria radiale)

SCOPO

Eseguire dei test di laboratorio (valore di riferimento dell’emogasanalisi)

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
 guanti monouso
 soluzione antisettica
 garze sterili
 siringhe adatte
 provette per il campione di sangue con etichette e richiesta
 connessione Luer lock sterile
 contenitore per i rifiuti speciali e contenitore rigido per materiale tagliente
 oppure set per circuito chiuso

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
1) identificare il paziente
2) controllare la prescrizione del medico
3) informare il paziente
4) garantire la privacy
5) eseguire il lavaggio delle mani
6) indossare i guanti monouso
7) controllare che il rubinetto a tre vie non consenta il passaggio di aria
8) togliere il tappo al rubinetto a tre vie e pulire l’apertura pervia con garze sterili e soluzione antisettica
9) collegare il raccordo Luer lock
10) aspirare una provetta con tappo rosso e buttare via
11) aspirare le provette necessarie a eseguire i vari esami
12) ruotare il rubinetto a tre vie diagonalmente per chiudere infusione, arteria e apertura
13) introdurre e aspirare 1 ml di sangue con provetta pronta da emo-gas-analisi
14) chiudere il rubinetto
15) rimuovere il raccordo
16) ruotare il rubinetto in modo da poter lavare il raccordo
17) ruotare il rubinetto su infusione e arteria in modo da lavare il lume del catetere
18) riposizionare il tappino sterile sul rubinetto
19) rimuovere e smaltire il materiale
20) rimuovere i guanti
21) lavare le mani
22) documentare l’avvenuta esecuzione della procedura
23) inviare le provette ai laboratori adeguatamente etichettate

EMO-GAS-ANALISI (EGA)

DEFINIZIONE

Emo-gas-analisi: esame che prevede l’utilizzo di un campione di sangue prelevato direttamente da un’arteria (es radiale, femorale)

SCOPO

Valutare lo stato metabolico e respiratorio del paziente. L’EGA arterioso, misura direttamente la pressione parziale dell’ossigeno, di anidride carbonica e il pH. Altri dati possono essere calcolati come la saturazione di ossigeno, la quantità di bicarbonati e di basi presenti nel sangue, l’ematocrito e l’emoglobina, gli ioni (quali Ca – Cl – Na – K), i lattati e la glicemia.

MATERIALE

a) guanti monouso
b) siringa pronta da EGA
c) garza sterile
d) antisettico
e) contenitore per i rifiuti taglienti e non
f) cerotto pretagliato

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
identificare il paziente
informare il paziente
lavare le mani
indossare i guanti
selezionare la zona da pungere (arteria radiale, femorale)
disinfettare la zona
eseguire il prelievo
estrarre l’ago e introdurlo nell’aposito tappo per evitare il contatto diretto del campione prelevato con l’aria
comprimere con garza sterile per 5 minuti la zona utilizzata per il prelievo
smaltire i rifiuti
togliere i guanti
lavare le mani
eseguire l’esame nell’analizzatore
trascrivere i risultati in cartella


COPROCOLTURA

DEFINIZIONE

È un esame che prevede l’utilizzo di un terreno biologicamente attivo sul quale viene posizionato del materiale fecale

SCOPO

Mettere in evidenza la presenza di microrganismi. Nella routine si ricercano: Salmonella e Shigella.
Altre ricerche devono essere specificate (Clostridium difficile, Clostridium difficile tossina, micobatteri, Rotavirus, Campylobacter, Cryptosporidium, Yersinia e miceti)

MATERIALE

Il Materiale necessario per l’applicazione è:

contenitore per il campione
padella
guanti monouso
richiesta batteriologica
contenitore per i rifiuti

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:

identificare il paziente
informare il paziente
controllare la prescrizione
garantire la privacy
lavare le mani
indossare i guanti
far emettere le feci al paziente su una superficie asciutta e ben pulita (es padella)
riempire con l’apposito cucchiaio il contenitore per metà della sua capacità
non agitare il campione
raccogliere 3 campioni di feci prima di considerare negativa l’indagine batteriologica per la ricerca di Salmonella
adeguato smaltimento di rifiuti
togliere i guanti
lavare le mani
consegnare il campione in batteriologia entro un’ora con l’apposita richiesta
documentare l’avvenuta esecuzione delle procedura


EMOCOLTURA

DEFINIZIONE

Prelievo ematico venoso sul quale vengono svolti esami colturali (la coltura si riferisce alla coltivazione di microrganismi in condizione ambientali controllate: calore, umidità, sostanze nutritive, ossigeno)

SCOPO

Individuare la presenza di organismi patogeni
Individuare la causa di stati febbrili ad eziologia sconosciuta.

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:

 guanti sterili
 garze sterili
 antisettico
 cerotto
 bacinella
 laccio emostatico
 adattatore vacutainer per emocolture
 ago a farfalla
 telino sterile
 contenitore per rifiuti rigidi e non
 busta contenitore per prelievo
 6 flaconi per emocoltura: 3 per germi aerobi, 3 per germi anaerobi

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:

o Identificare il paziente
o Informare il paziente
o Lavare le mani
o Indossare i guanti
o Posizionare il telino sotto il braccio del paziente
o Sgrassare la cute
o Disinfettare la cute con clorexidina in soluzione alcolica e lasciare la garza per 2-4 minuti
o Posizionare il laccio emostatico
o Cambiare i guanti
o Effettuare il prelievo in maniera sterile
o Eseguire prima il prelievo in aerobiosi e poi quello in anaerobiosi
o La quantità di sangue ottimale va da un minimo di 5 ml ad un massimo di 10 ml
o Disinfettare il tappo e rimettere la capsula sui due campioni dopo aver eseguito il prelievo
o Applicare sui campioni le etichette
o Inviare i campioni entro un’ora al servizio di batteriologia
o Se non è possibile consegnare subito i prelievi in laboratorio, conservarli in un termostato a 37°C fino al momento dell’invio
o Adeguato smaltimento dei rifiuti
o Togliere i guanti
o Lavare le mani
o Documentare l’avvenuta procedura

QUANDO PRATICARE IL PRELIEVO

 Nel momento di massima elevazione termica
 Nel momento di comparsa del brivido
 Prima di iniziare una terapia antibiotica
 I prelievi vanno eseguiti 1 aerobi e 1 anaerobi su periferica e 1 aerobi e 1 anaerobi su CVC al tempo zero e 1 aerobi e 1 anaerobi su periferica dopo mezz’ora


BRONCOSCOPIA

DEFINIZIONE

Introduzione di un broncoscopio nell’albero tracheo-bronchiale per l’ispezione diretta di laringe trachea e bronchi. La broncoscopia può essere fatta con lo strumento rigido o con uno strumento a fibre ottiche flessibile (broncoscopio)

SCOPO

Diagnostico

 Esaminare i tessuti
 Raccogliere secrezioni
 Eseguire una eventuale biopsia
 Valutare l’estensione di un processo patologico
 Diagnosticare siti di sanguinamento


Terapeutico

 Rimuovere corpi estranei
 Rimuovere secrezioni
 Intervenire su eventuali lesioni

Materiale

o Guanti sterili e non, camice sterile, copricapo, mascherina e occhiali
o Teli sterili
o Soluzione fisiologica sterile per broncolavaggio
o Broncoscopio a fibre ottiche flessibile
o Siringa con sedativo o narcotico (es. Midazolam) da introdurre per via endovenosa
o Siringa con antagonista del narcotico
o Contenitori sterili con etichetta e richiesta
o Monitoraggio continuo di FC , PA cruenta, SpO2
o Carrello delle urgenze
o Impianto di aspirazione funzionante
o Contenitore per i rifiuti speciali
o Contenitore per taglienti

Procedura

Informare il paziente
Garantire la privacy
Indossare copricapo, mascherina e occhiali
Lavare le mani
Indossare camice sterile
Indossare guanti sterili
Sedare e all’occorrenza curarizzare il paziente
Disinfettare il foro di ingresso del mount
Posizionare un telo sterile sopra il paziente
Preparare i contenitori per gli esami (di solito si esegue l’esame colturale e il citologico)
Collaborare con il medico nell’esecuzione della procedura: preparare almeno tre siringhe con soluzione fisiologica sterile per il broncolavaggio
Controllare i parametri vitali del paziente durante tutta la procedura
Inviare i campioni con le richieste in laboratorio
Riordino e smaltimento del materiale
Togliere i guanti
Lavare le mani
Documentare la procedura


TORACENTESI

Definizione

La toracentesi consiste nel drenaggio di liquido accumulato nello spazio pleurico. Nella toracentesi a scopo diagnostico viene raccolto il liquido e inviato al laboratorio dove vengono studiati il peso specifico, il contenuto in glucosio, proteine, pH e vengono eseguiti esami colturali e citologici. Sono anche documentati il colore e la consistenza del liquido pleurico. Nella toracentesi a scopo terapeutico viene eseguito il drenaggio del liquido pleurico, allo scopo di migliorare la capacità di espansione allo scopo di migliorare la capacità di espansione del polmone all’interno della gabbia toracica (ventilazione più efficace)

SCOPO

Terapeutico

1) Rimuovere il liquido pleurico che si è accumulato, diminuendo così la compressione del parenchima polmonare e la dispnea

Diagnostico

1) Determinare le cause che hanno portato ad un versamento pleurico, a una infezione o a un empieva

MATERIALE

Il materiale necessario per l’esecuzione della procedura è:

1) Guanti sterili e non
2) Camice sterile, mascherina, copricapo e occhialini
3) Set per campo sterile
4) Teli sterili
5) Occorrente per la disinfezione e l’anestesia locale
6) Set per toracentesi
7) Provette sterili e non con relative etichette e richieste
8) Fonendoscopio
9) Contenitore per i rifiuti speciali e contenitore rigido


PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
1) Identificare il paziente
2) Scheda di consenso informato
3) Informare il paziente
4) Garantire la privacy
5) Posizionare il paziente: posizione seduta con le braccia sopra la testa, in modo da estendere le coste allargando gli spazi intercostali.
6) Eseguire il lavaggio delle mani
7) Preparare il materiale, indossare guanti monouso
8) Aiutare il medico nella vestizione
9) Gestire la disinfezione e l’anestesia locale
10) Gestire con l’altro operatore (Medico) le fasi della procedura: dopo aver inserito l’ago nella cavità pleurica si chiude il rubinetto a tre vie dalla parte della sacca e si aspira con la siringa; quando la siringa è piena si chiude la via che va al paziente e si svuota la siringa nella sacca di raccolta.
11) Riempire le provette sterili e non
12) Premere per qualche minuto con le garze sterili dopo che il medico ha tolto l’ago
13) Controllare i parametri vitali dl paziente
14) Riposizionare il paziente supino sul letto
15) Passare al medico il fonendoscopio per l’ascultazione del torace
16) Eseguire rx torace di controllo
17) Riordinare smaltire il materiale
18) Inviare le provette con le relative richieste
19) Segnalare l’avvenuta esecuzione della procedura
20) Controllare e segnalare la comparsa di dispnea, dolore, cianosi, tachipnea etc.


ASSISTENZA INFERMIERISTICA POST – OPERATORIA


DEFINIZIONE

L’assistenza infermieristica durante il decorso post-operatorio è elemento importante per la guarigione del paziente. L’anestesia riduce la capacità delle persone a rispondere agli stimoli esterni e ad essere autonomi, poiché si modifica il grado di coscienza del paziente. Inoltre, l’intervento chirurgico stesso traumatizza il corpo, riducendone la capacità di resistenza e la potenza fisica. L’assistenza infermieristica durante questo periodo comprende il monitoraggio delle condizioni cardiovascolari, l’equilibrio idrico e lo stato neurologico, fornendo comfort e sicurezza, spronando i pazienti a muoversi e prevenendo l’eventuale comparsa di complicanze.

SCOPO

• Monitorare e controllare il paziente per trattare precocemente le complicanze
• Risvegliare il paziente
• Supportare il paziente dal punto di vista psicologico
• Informare e istruire il paziente

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
 Posizionare al letto il paziente
 Attaccare il paziente al monitor (FC – Pressione cruenta – PVC)
 Attaccare il paziente al respiratore automatico (precedentemente impostato dall’anestesista)
 Controllare la pervietà del SNG
 Controllare e registrare i parametri vitali
 Somministrare la terapia prescritta
 Verificare le perdite dai drenaggi
 Osservare e registrare la quantità del liquido drenato
 Controllare e registrare sull’apposito bilancio i liquidi in entrata (fleboclisi etc.) e in uscita (diuresi e ristagno gastrico)
 Controllare la pervietà delle vie venose
 Posturare e mungere i drenaggi
 Controllare le medicazioni
 Aspirare le eventuali secrezioni
 Eseguire i prelievi ematochimici di controllo (uscita e 6° ora)
 Controllare la temperatura corporea
 Risvegliare il paziente sotto il controllo medico
 Sedare il dolore
 Coadiuvare il medico nello svezzamento respiratorio
 Eseguire emogasanalisi arteriose seriate
 Estubare il paziente (sotto il controllo medico)
 Eseguire il bagno a letto

Nei giorni successivi
 Eseguire FKT respiratoria
 Controllare la canalizzazione del paziente
 Fornire un’adeguata alimentazione
 Mobilizzare il paziente
 Trasferire il paziente presso la degenza


CATETERE ARTERIOSO: INSERIMENTO

DEFINIZIONE

Si tratta di cannule o cateteri che vengono posizionati in un vaso arterioso. La tecnica più comune per le diverse sedi del cateterismo arterioso periferico è costituita dall’incannulazione per cutanea con cateteri 18/20 G negli adulti e 22/24 G per i bambini piccoli. Le complicanze del cateterismo arterioso possono essere: ematomi, lesioni nervose, trombosi, occlusione di vasi sanguigni, gangrena, embolia, emorragia per erronea disconnessione, iniezione intraarteriosa erronea, infezioni etc.

SCOPO

 Garantire un continuo controllo della pressione arteriosa
 Valutare periodicamente i valori dell’EGA
 Via sempre disponibile per prelievi ematici

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
a) Rasoi monouso
b) Traversa monouso
c) Guanti sterili e non
d) Teli sterili
e) Materiale per la disinfezione della cute
f) Materiale per l’anestesia locale
g) Cannule, cateteri o set con metodo Seldinger
h) Set per la misurazione della pressione (sacche da 500 ml di NaCl 0.9% con 40 ui di eparina), spremisacca, sistema di rilevazione della pressione arteriosa sterile
i) Monitor idoneo con trasduttore
j) Contenitore per i rifiuti speciali e contenitore rigido per materiale tagliente

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
1. identificare il paziente
2. informare il paziente
3. garantire la privacy
4. eseguire il lavaggio delle mani e indossare i guanti
5. posizionare il paziente e preparare il luogo di inserzione: braccio disteso, distensione dell’articolazione della mano; se si deve pungere l’arteria femorale si deve sollevare il bacino
6. eseguire tricotomia se necessaria
7. collaborare con la vestizione sterile del medico
8. collaborare con il medico per la disinfezione della cute e l’anestesia locale
9. collaborare con il medico durante l’introduzione del catetere
10. collegare il catetere col trasduttore di misurazione della pressione arteriosa. Attraverso un rubinetto a tre vie interposto nel circuito, si effettueranno i prelievi del sangue e il lavaggio continuo del sistema
11. posizionare la sacca con soluzione fisiologica eparinata e lo spremisacca tra 250 e 300 mmHg
12. collegare con il sistema di rilevazione della pressione arteriosa e riempire il set evitando la formazione di bolle d’aria
13. collegare con il set di monitoraggio
 trasduttore all’altezza del cuore
 taratura del livello zero
14. eseguire medicazione a piatto del sito di inserzione
15. adeguato riordino del materiale e smaltimento dei rifiuti
16. togliere i guanti
17. eseguire lavaggio delle mani
18. documentare in cartella l’avvenuta procedura
19. controllare costantemente il paziente nelle ore successive e chiamare il medico in caso di complicanze

MISURE ASSISTENZIALI

 sostituire la medicazione sterile ogni 48 ore e al bisogno
 sostituire l’unità di misurazione della pressione ogni 48 ore
 tenere chiuso il rubinetto a tre vie e posizionare tappi chiusi nuovi e sterili, oppure utilizzare set a circuito chiuso
 eseguire una medicazione compressiva nel caso di rimozione della cannula o del catetere.


CATETERE ARTERIOSO: RILEVAZIONE CRUENTA DELLA PRESSIONE ARTERIOSA


DEFINIZIONE

Misurazione cruenta e continua della pressione arteriosa

SCOPO

Avere valori pressori in tempi reali, tali da permettere interventi precoci in rapporto alle potenziali complicanze e/o all’andamneto clinico del paziente

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è
• set per la misurazione elettronica della pressione

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
1) identificare il paziente
2) informare il paziente quando possibile
3) garantire la privacy
4) posizionare il paziente supino
5) posizionare il trasduttore a livello della linea orizzontale che passa a metà del torace nel paziente supino aiutandosi con una livella
6) eseguire la taratura dello zero e la calibrazione del trasduttore cioè chiudere il rubinetto a tre vie verso il paziente ed aprirlo verso l’esterno. Pressione atmosferica = pressione 0 = 0 mmHg. Per garantire la precisione della misura, ad ogni variazione di livello del trasduttore rispetto al livello del paziente è necessario effettuare una nuova taratura meccanica del sistema, facendo misurare al trasduttore la pressione ambientale allo stesso livello della linea emitoracica
7) chiudere il rubinetto a tre vie verso l’esterno ed aprirlo verso il paziente
8) rilevare e documentare il dato



CATETERE DI SWAN-GANZ: POSIZIONAMENTO

DEFINIZIONE

E’ un catetere morbido, che viene diretto dal flusso sanguigno in Arteria polmonare e che reca un palloncino all’estremità. Serve per la misurazione delle pressioni dell’arteria polmonare, dell’atrio destro, dell’atrio sinistro e la pressione diastolica terminale del ventricolo sinistro.
Il catetere è introdotto nella vena giugulare ed è guidato, attraverso il flusso sanguigno, nella vena succlavia, la vena cava superiore, attraverso l’atrio e il ventricolo destro, e nell’arteria polmonare dove si muove liberamente con il movimento del sangue. Un monitor attaccato alla parte distale del lume fornisce una lettura della pressione dell’arteria polmonare e della pressione di cuneo dei capillari polmonari (incuneata o Wedge), che è in effetti una lettura della parte sinistra del cuore.

SCOPO

Il catetere permette la valutazione della funzionalità cardiaca determinando l’efficacia dell’azione di pompa del cuore destro e sinistro, fornendo una misura quantitativa della gittata cardiaca e dei livelli di ossigeno tra cuore destro e sinistro. Il catetere di Swan-Ganz fornisce informazioni importanti nei casi di scompenso cardiaco conseguente a infarto del miocardio e shock cardiogeno, nella cura di paziente in gravi condizioni per shock ipovolemico e nella diagnosi e trattamento del tamponamento cardiaco.

INDICAZIONI

Le attuali linee guida circa l’indicazione del posizionamento del catetere di Swan-Ganz sono:

INDICAZIONI NON CARDIOCHIRURGICHE

1. Chirurgia maggiore (trapianti d’organo)
2. Pazienti coronaropatici sottoposti a chirurgia non cardiaca
3. Gravi stati di sepsi
4. Stati di shock

INDICAZIONI CARDIOCHIRURGICHE

1. Ogni qualvolta si ritenga importante la misurazione di parametri emodinamici quali gittata cardiaca, pressione di occlusione, Sv O2, resistenze sistemiche e polmonari;
 IMA acuto
 FE < 30%
 LVEDP > 18 mmHg
 Ipertensione polmonare
 Sospetto shunt sin-dx

2. Quando si rende necessaria l’acquisizione di informazioni aggiuntive in un paziente il cui quadro clinico non è chiaro, onde evitare errori nella terapia farmacologia e infusionale, che potrebbero avere gravi conseguenze.



MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:

• Guanti monouso sterili e non, camici sterili, mascherina, copricapo e occhialini
• Telini e lenzuola sterili per preparare il campo
• Garze sterili
• Medicazione pronta per CVC
• Soluzione antisettica
• Porta aghi
• Punti di sutura
• Bisturi
• Tricotomo
• Monitor Vigilance con apposito cavo per collegarlo al monitor del paziente
• Modulo PAP e cavo, trasduttore, spremisacca e soluzione fisiologica eparinata
• Modulo PVC e cavo, trasduttore e soluzione fisiologica eparinata
• Introduttore per catetere a fibre ottiche (dispositivo di accesso venoso avanzato)
• Catetere di Swan-Ganz a fibre ottiche

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:

a) Identificare il paziente
b) Informare il paziente
c) Garantire la privacy
d) Eseguire il lavaggio delle mani
e) Indossare guanti monouso ed eseguire la tricotomia se necessario
f) Indossare mascherina, occhiali, copricapo
g) Indossare camice e guanti sterili
h) Preparare il campo sterile
i) Connettere il catetere con il monitor Vigilance , PAP, PVC
j) Eseguire gli zeri di PAP, PVC e PA
k) Effettuare la calibrazione in vitro del catetere di Swan-Ganz
l) Riempire il catetere con soluzione eparinata e rimuovere tutta l’aria
m) Gonfiare il palloncino per controllarne l’integrità
n) Collaborare col medico nella disinfezione della cute e durante l’anestesia locale
o) Collaborare con il medico durante tutto l’intervento: con la massima sterilità il medico inserisce il catetere per via percutanea. Le variazioni pressorie endocavitarie captate dall’estremità del catetere sono convertite in segnali elettrici e trascritte su un monitor evidenziabili graficamente sotto forma di onde sfigmiche. Dalla vena il catetere viene fatto proseguire nell’atrio destro poi nel ventricolo destro e nell’arteria polmonare, ove, alla fine, si incunea in un ramo destro o sinistro dell’arteria polmonare. Il medico può seguire il passaggio del catetere attraverso queste cavità osservando sul monitor la morfologia delle onde pressorie che naturalmente dall’atrio al ventricolo e da questo ai capillari
p) Controllare costantemente le condizioni del paziente durante l’intervento
q) Eseguire medicazione a piatto con soluzione antisettica e garze sterili al termine dell’intervento
r) Controllare anche dopo l’intervento le condizioni del paziente per vedere precocemente l’insorgenza di complicanze (infarto polmonare, embolia polmonare, lesioni agli alveoli, lesioni al miocardio)
s) Adeguato riordino e smaltimento dei rifiuti
t) Togliere i guanti
u) Lavare le mani
v) Documentare l’avvenuta procedura


CATETERE VENOSO CENTRALE: POSIZIONAMENTO

DEFINIZIONE

Introduzione di un catetere in una vena centrale. Le vene che di solito vengono incannulate sono la vena giugulare interna o esterna, la succlavia, la femorale; il sito di inserzione si sceglie in base alle condizioni cliniche e alle caratteristiche anatomiche del paziente.

SCOPO

 Infondere grosse quantità di liquidi in modo veloce (es. trattamento di ustionati, traumatizzati gravi) soprattutto quando è difficile il reperimento di vene periferiche
 Infondere soluzioni iperosmolari o particolari farmaci che potrebbero irritare/danneggiare le vene periferiche (es lipidi o farmaci come chemioterapici)
 Monitoraggio emodinamico invasivo
 Posizionamento di un pacemaker transvenoso

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
 Materiale per un eventuale tricotomia;
 Garze sterili
 Disinfettante
 DPI (mascherina, copricapo, occhiali)
 Camice sterile
 Guanti sterili e non
 Telini sterili
 Siringa con anestetico
 Set monouso per cateterismo venoso centrale a più lumi
 Porta aghi
 Filo da sutura
 Medicazione pronta per CVC
 Contenitore per i rifiuti speciali e contenitore rigido

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:

 Identificare il paziente
 Informare il paziente
 Verificare gli esami recenti sull’assetto coagulativo perché un rischio del cateterismo venoso centrale è l’emorragia
 Lavare le mani
 Indossare i guanti
 Preparare tutto il materiale a portata di mano e aiutare il medico nella vestizione che deve essere rigorosamente sterile
 Il medico sceglierà il sito e il catetere più idoneo al paziente
 Posizionare il paziente in base al sito scelto per l’introduzione
 Eseguire la tricotomia nel punto di inserzione (se necessario)
 Porgere al medico garze sterili e antisettico per disinfettare la zona.
 Delimitare la zona con telini sterili
 Porgere al medico l’anestetico locale
 Assistere il medico durante l’intervento che deve rispettare rigorosamente tecniche asettiche
 Controllare le condizioni e i parametri del paziente
 Al termine dell’inserzione, dopo che il medico ha suturato, disinfettare e coprire il punto di inserzione con una medicazione sterile a piatto e registrare la data della medicazione
 Adeguato smaltimento dei rifiuti
 Togliere i guanti
 Lavare le mani
 Richiedere Rx di controllo per controllare l’adeguata posizione e per escludere eventuali complicanze
 Documentare l’avvenuto intervento e la data di inserzione



CATETERE VENOSO CENTRALE: GESTIONE

DEFINIZIONE

La gestione complessiva del catetere venoso centrale prevede un adeguato controllo, visto che la fase post-inserimento rappresenta in rapporto proporzionale al tempo il principale fattore responsabile del 90% di tutte le batteriemie associate ai dispositivi intravascolari. Tra i fattori che influenzano il rischio di infezione vi sono: il numero elevato di lumi, la sede di inserzione, il non rispetto delle tecniche di asepsi durante l’introduzione, le condizioni generali del paziente etc.

SCOPO

Prevenire l’insorgenza di complicanze infettive ed evitare l’occlusione del catetere stesso

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
 Occorrente per la disinfezione e medicazione (garze sterili, disinfettante)
 Teli sterili
 Guanti sterili e non
 Set di infusione
 Tappi sterili
 Siringhe di varie misura
 Provette

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
 Eseguire la medicazione rigorosamente con tecniche asettiche
 Disinfettare la zona e lasciare agire il disinfettante per qualche minuto
 Controllare l’insorgenza di segni di infezione localizzata (rossore, gonfiore, dolore, etc)
 Coprire la zona con medicazione sterile meglio con membrane trasparenti che permettono la visione del sito
 Sostituire la medicazione quando è sporca, bagnata o quando si stacca
 In caso di medicazione trasparente, se non danneggiata, lasciarla in sede fino a sette giorni, mentre le medicazioni eseguite con garze e cerotti sterili non trasparenti vanno rimossi ogni due giorni per non permettono la visione del sito di inserzione
 Controllare frequentemente le condizioni del paziente e l’eventuale presenza di febbre senza cause evidenti
 Sostituire i set di infusione ogni 72 ore e ogni 24 ore in caso di somministrazione di lipidi in sacca
 Evitare l’utilizzo di rubinetti lungo il sistema; in caso di necessario utilizzo chiuderli sempre con appositi tappi sterili
 Disinfettare la membrana dei tappi ogni qual volta si debba introdurre una sostanza in bolo tramite siringa ed ago sterile
 Aspirare con una siringa, 10-20 cc di sangue per evitare che il risultato dell’esame venga alterato prima di eseguire un prelievo del lume scelto
 Eseguire sempre il lavaggio del lume con soluzione fisiologica dopo aver finito di introdurre una sostanza o dopo aver eseguito un prelievo di sangue per evitare l’ostruzione del lume.


DEFIBRTILLATORE: COME UTILIZZARLO

DEFINIZIONE

Il defibrillatore consiste nell’erogazione, a scopo terapeutico, di una scarica di energia elettrica della durata di alcuni millisecondi (4/20 millisecondi) in quantità sufficiente a depolarizzare contemporaneamente le cellule miocardiche ed avente lo scopo di ottenere una breve asistolia della struttura bioelettrica cardiaca e permettere il riemergere dei pacemaker fisiologici. Due sono i tipi di defibrillatori: il defibrillatore esterno convenzionale e il defibrillatore semi –automatico esterno (DAE). Il primo è usato preferibilmenete nelle aree di emergenza e nelle terapie intensive sia per il trattamento delle aritmie maligne sia per la cardioversione programmata. I DAE invece sono stati progettati con requisiti di semplicità per permettere l’utilizzo anche ai normali cittadini, grazie alle capacità di analizzare automaticamente il ritmo cardiaco e di predisporsi, se necessario, alla scarica. Quest’ultima è erogata solo dopo autorizzazione dell’operatore negli apparecchi semi-automatici, senza ulteriori controlli negli apparecchi automatici (non in commercio in Italia).

SCOPO

Trattamento dei ritmi defibrillabili: tachicardia ventricolare senza polso (TV) e fibrillazione ventricolare (FV)

DEFIBRILLATORE ESTERNO STANDARD

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
1. defibrillatore
2. pasta conduttrice
3. guanti monouso

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:

indossare i guanti
accendere l’apparecchio
selezionare la quantità di energia da applicare (200 j negli adulti) per la prima e seconda scarica e 360 j per la terza scarica
applicare alle piastre la pasta conduttrice
sospendere l’RCP
posizionare le piastre sul torace: una piastra a destra in prossimità della parte superiore dello sterno sotto la clavicola e l’altra a sinistra del capezzolo in corrispondenza dell’apice cardiaco
tenere premute le piastre sul torace del paziente
caricare il condensatore con l’apposito pulsante
controllare che tutte le persone siano discostate dal paziente e annunciare ad alta voce l’erogazione della scarica
controllare l’ECG ed effettuare la scarica
rilevare il successivo ECG sul monitor
se persiste l’aritmia maligna procedere con la seconda scarica sempre a 200 J
controllare nuovamente l’ECG
se persiste l’aritmia maligna applicare la terza scarica a 360 J
dopo le tre scariche controllar il polso e se non è apprezzabile effettuare l’RCP per 1 minuto
ricontrollare l’ECG e in presenza di ritmo defibrillabile ricominciare la sequenza delle scariche a 360 J
se la FV/TV persiste passare alla somministrazione di idonei farmaci

DEFIBRILLAZIONE SEMI-AUTOMATICA (DAE)

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:

1) defibrillatore
2) placche adesive
3) guanti monouso

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:

indossare i guanti
accendere il DAE
collegare le placche adesive ai cavi del defibrillatore
applicare le placche una sul margine sternale superiore destro e l’altra sull’emitorace sinistro in corrispondenza dell’apice del cuore
verificare la comparsa del tracciato ECG sul monitor
interrompere l’RCP per circa 15 secondi, tempo in cui il DAE analizza il ritmo, carica i condensatori e applica la scarica elettrica
non toccare il paziente e non usare apparecchi radiotelefonici che potrebbero interferire con il DAE
in caso di ritmo defibrillabile l’apparecchio avverte con uno stimolo visivo o uditivo che è necessario per lo shock
controllare che tutti gli operatori si allontanino dal paziente
pronunciare ad alta voce l’avvertimento di scarica elettrica
premere il pulsante di shock
dopo la scarica valutare il ritmo
se l’aritmia maligna persiste il DAE lo rende noto e impartisce la seconda e la terza defibrillazione
se persiste l’arresto praticare l’RCP per 60 secondi
ricontrollare il ritmo e se è nuovamente defibrillabile somministrare una nuova sequenza di 3 scosse a 360 J
se i risultati permangono (assenza di ritmo) passare poi alla somministrazione di farmaci sono prescrizione medica

INTUBAZIONE ENDOTRACHEALE

DEFINIZIONE

Introduzione di un tubo in trachea passando dalla bocca

SCOPO

 Mantenere la pervietà delle vie aeree superiori
 Separazione tra la via respiratoria e la via digestiva, impedendo l’inalazione dei materiale
 Totale introduzione della miscela respiratoria in trachea senza dispersione
 Facilitare l’aspirazione tracheale
 Somministrazione intrapolmonare di farmaci come adrenalina, lidocaina, atropina, ecc.
 Possibilità di raccordare il tubo tracheale al respiratore automatico (ventilazione artificiale)

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:

 Laringoscopio
 Lame di divrsa lunghezza
 Tubi endotracheali di diverso diametro
 Mandrini a punta smussa
 Pinza di Magill
 Lubrificante
 Siringa per gonfiare la cuffia
 Cerotto adesivo
 Occorrente per anestesia
 Occorrente per aspirazione
 Sistema di ventilazione manuale o di somministrazione di ossigeno
 Fonendoscopio
 Guanti monouso
 Contenitore per rifiuti speciali e rigido per smaltimento materiale tagliente

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono:
• Lavare le mani
• Indossare guanti monouso
• Posizionare il paziente supino
• Rimuovere eventuali protesi dentali
• Iperestendere la testa del paziente, flettere lievemente la parte inferiore del collo e aprire la cavità orale del paziente (questa posizione porta bocca, faringe e laringe su di una stessa linea retta facilitando l’inserimento del laringoscopio)
• Somministrare l’anestesia
• Ventilare il paziente con ossigeno puro per almeno due minuti soprattutto nei pazienti in cui si sospetta che l’intubazione sarà difficoltosa; controllare comunque costantemente la saturazione del paziente
• Interrompere la ventilazione per incubare il paziente
• Tenere il manico del larinoscopio con la mano sinistra e inserire la lama dall’angolo destro della bocca spingendo verso sinistra la lingua in modo che questa non ostacoli la vista e non venga traumatizzata
• Far avanzare la lama spingendola lungo la linea mediana, in modo da visualizzare il cavo orale, l’ugula, la faringe e l’epligottide
• Sollevare l’epligottide direttamente con la lama e visualizzare le corde vocali
• Inserire il tubo tracheale con la mano destra attraverso l’angolo destro della bocca del paziente e far avanzare il tubo fino a portare la cuffia sotto le corde vocali di due centimetri
• Rimuovere la lama del laringoscopio tenendo il tubo fisso contro l’angolo della bocca del paziente
• Gonfiare la cuffia con una siringa sterile senza ago. La pressione della cuffia deve essere mantenuta inferiore ai 20 mmHg
• Verificare il corretto posizionamento del tubo attraverso l’ascoltazione del torace e la sua espansione
• Fissare il tubo con cerotto adesivo
• Procedere con l’aspirazione trache-bronchiale se necessario
• Collegare il paziente con il dispositivo di ventilazione.


[col


L'ultima modifica di bibibongi il Lun Ott 06, 2008 12:13 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 12:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

wow, interessanti, molte di queste non le ho ancora viste fare però è sempre bene sapere come devono essere fatte e fare il confronto con la realtà pratica:D
Ma esistono dei libri che riportano queste procedure oppure le trovate in giro per il web?

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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 12:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quelle che ho scritto le ho tratte da un libro ("Manuale delle procedure infermieristiche" Autori S.Agosta - R. Signani - L.Casadio Edizioni Minerva Medica) e modificate secondo la mia realtà (Rianimazione Cardiochirurgia Genova)
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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 12:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Aggiungo:

RIMOZIONE DEL TUBO ENDOTRACHEALE

 Ricordare che l’estubazione viene fatta sotto ordine medico e che si attua quando il paziente dimostra di avere indici di funzione respiratoria soddisfacenti, quando il livello di coscienza è migliorato e si pensa che il paziente possa mantenere una efficace respirazione spontanea
 Lo svezzamento dal ventilatore viene fatto precedentemente se il paziente era ventilato meccanicamente
 Procedere con l’aspirazione tracheale
 Rimuovere il cerotto
 Sgonfiare la cuffia
 Inserire il sondino di aspirazione nel tubo
 Rimuovere delicatamente il tubo mentre si aspira
 Controllare le condizioni del paziente
 Mettere il paziente in ossigenoterapia se tutto è nella norma
 Avvisare il medico per una nuova intubazione se il paziente manifesta segni di difficoltà respiratoria, di ipossiemia o di ipercapnia

VENTILATORE AUTOMATICO: GESTIONE

DEFINIZIONE

Il ventilatore automatico è un apparecchio medicale che permette di controllare ed assistere la ventilazione polmonare di quei pazienti che non riescono a farlo autonomamente, somministrando al paziente gas medicamentali quali ossigeno, protossido di azoto, aria compressa. I ventilatori sono detti a pressione positiva perché spingono direttamente i gas all’interno del polmone del paziente sotto pressione positiva, provocando l’espansione del polmone stesso e del torace (inspirazione polmonare). La fase espiratoria permette il ritorno elastico e spontaneo del polmone e della gabbia toracica.

SCOPO

1. mantenere una ventilazione alveolare adeguata
2. fornire una precisa concentrazione di ossigeno
3. fornire volumi correnti adeguati
4. ridurre il lavoro respiratorio in quei pazienti che non possono ventilare spontaneamente in modo adeguato

PROCEDURA

Il ruolo dell’infermiere nella gestione del ventilatore consiste nel:

a) controllare frequentemente l’apparecchio, assicurarsi che funzioni in modo corretto e che i sistemi di allarme sonori e visivi siano operativi
b) controllare i cavi elettrici per evitare disconnessioni
c) mantenere e controllare le concentrazioni di ossigeno inspirato prescritto
d) controllare la pervietà dei tubi tracheali o tracheostomici
e) controllare l’adeguata umidificazione e riscaldamento dell’aria insufflata
f) sostituire i filtri antibatterici ogni 24 h
g) adeguata gestione del circuito
h) controllare che i vari tubi siano raccordati per prevenire fughe d’aria
i) controllare che i tubi non siano inginocchiati o schiacciati da pesi che potrebbero ostacolare la ventilazione
j) controllare l’efficacia della ventilazione osservando il colorito di cute e mucose ed attraverso il pulsossimetro
k) monitorare la funzione respiratoria, emogasanalisi e radiografia toracica
l) controllare i parametri vitali di depressione cardiovascolare, le pressioni inspiratorie, i rumori polmonari, la pressione parziale di ossigeno nel sangue arterioso e i parametri ventilatori
m) documentare i dati e interpretare eventuale segni di alterazione
n) prevenire il rischio di infezioni dell’apparato respiratorio mantenedo un ambiente sterile quando si esegue l’aspirazione trache-bronchiale, quando si eseguono le medicazioni e tutte le volte che ci si appresta a fare manovre invasive
o) in caso di infezione, sotto prescrizione medica eseguire esami di laboratorio ed esami sull’espettorato
p) eseguire periodicamente l’igiene del cavo orale: se il paziente è cosciente dargli le giuste informazioni, rassicurarlo in modo da ridurre l’ansia
q) tenere sempre a portata di mano un pallone autogonfiabile da rianimazione per la ventilazione manuale in caso di problemi con la ventilazione meccanica



VENTILAZIONE MANUALE CON PALLONE-VALVOLA-MASCHERA


DEFINIZIONE

Il sistema portatile di ventilazione manuale più semplice e comunemente utilizzato in caso di arresto respiratorio è costituito da tre elementi collegati tra di loro mediante raccordi standard: un pallone autoespandibile, una valvola unidirezionale e una maschera facciale o un tubo endotracheale. I palloni autoespansibili sono costruiti in modo tale di riacquistare rapidamente la forma iniziale dopo essere stati compressi manualmente, aspirando attraverso una valvola di entrata l’aria proveniente dall’ambiente o da un serbatoio di riserva raccordato con la fonte di ossigeno. La valvola unidirezionale indirizza i gas verso il paziente durante la compressione del pallone, mentre nella fase successiva di riespansione consente al paziente di espirare liberamente verso l’ambiente. Per quanto riguarda la maschera facciale ne esistono di diversi tipi e misure. Sono fornite di un manicotto gonfiabile sul bordo per adattarle alla conformazione del volto e garantire la tenuta del circuito di ventilazione con pressione positiva. Sono preferibili quelle in materiale plastico che permettono di visualizzare la bocca e le narici del paziente durante la ventilazione.

SCOPO

Ventilare il paziente in caso di arresto respiratorio

MATERIALE

Il materiale necessario per l’applicazione della procedura è:
pallone autoespansibile
valvola unidirezionale
maschera facciale
guanti monouso

PROCEDURA

Le attività che devono essere garantite sono
indossare i guanti monouso
posizionarsi dietro al paziente
iperestendere il capo del paziente
se il paziente è in coma bisogna inserire una cannula orofaringea o un tubo nasofaringeo
posizionare la maschera sulla bocca e sul naso del paziente, con una mano la si tiene saldamente in posizione e ben aderente: si preme con il pollice sopra la parte nasale della maschera e con l’indice su quella verso il mento
usare il medio, l’anulare e il mignolo per trazionare il mento in alto e all’indietro
comprimere il pallone con l’altra mano in modo uniforme e rapidamente in modo da far riespandere la gabbia toracica
rilasciare quindi bruscamente la presa del pallone per assicurare un corretto funzionamento della valvola e così consentire l’aspirazione passiva completa ed il rigonfiamento automatico del pallone.
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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 8:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

:

Bene, allora, cambio il titolo di questo argomento in "Procedure infermieristiche".
Lo mettiamolo in priorità? Che ne dici Swan?

Grazie mille Bibibongi. Very Happy Ok
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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 11:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

bibibongi ha scritto:
Basta procedure per carità ho appena finito di farle per tutto quello che facciamo in reparto.. Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
Ho capito dove vuoi andare a parare Very Happy Very Happy Very Happy

Se vuoi te le inserisco tutte

SEI UN GRANDE!!! Ok Ok Ok
Quindi se non è copyright posso inserirle sull'enciclopedia AREACRITICAPEDIA?



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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 11:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Skyes ha scritto:
:

Bene, allora, cambio il titolo di questo argomento in "Procedure infermieristiche".
Lo mettiamolo in priorità? Che ne dici Swan?

Grazie mille Bibibongi. Very Happy Ok

Sì sì, ovviamente lo mettiamo in priorità "importante"

Grazie tanto ad entrambi! Ok



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MessaggioInviato: Lun Ott 06, 2008 11:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Skyes ha scritto:
:

Bene, allora, cambio il titolo di questo argomento in "Procedure infermieristiche".
Lo mettiamolo in priorità? Che ne dici Swan?

Grazie mille Bibibongi. Very Happy Ok

Skyes...la tua invece è coperta da copyright?



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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 9:20 am    Oggetto: Rispondi citando

SWAN-GANZ ha scritto:
bibibongi ha scritto:
Basta procedure per carità ho appena finito di farle per tutto quello che facciamo in reparto.. Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
Ho capito dove vuoi andare a parare Very Happy Very Happy Very Happy

Se vuoi te le inserisco tutte

SEI UN GRANDE!!! Ok Ok Ok
Quindi se non è copyright posso inserirle sull'enciclopedia AREACRITICAPEDIA?



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L'impostazione l'ho tratta dal libro, alcune procedure non le ho modificate in quanto simili alle nostre di reparto, altre si.
Non ti so dire se sono coperte da copyright.
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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 11:47 am    Oggetto: Rispondi citando

Capito, grazie ancora bibibongi e se ne hai altre non farti problemi a postarle Very Happy

ciao



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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 11:48 am    Oggetto: Rispondi citando

Ora aspetto la risposta di Skyes Very Happy



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MessaggioInviato: Mar Ott 07, 2008 5:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

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Puoi inserirla nell'enciclopedia: non è coperta da Copyright.
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MessaggioInviato: Mer Ott 08, 2008 3:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Perfetto! Grazie! Wink



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MessaggioInviato: Ven Ott 31, 2008 9:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ottimo topic! lo utilizzerò per quando dovrò fare l'esame di tirocinio.
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Furosemide ha scritto:
Ottimo topic! lo utilizzerò per quando dovrò fare l'esame di tirocinio.

Ne sono felice Wink



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MessaggioInviato: Lun Feb 23, 2009 2:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma è stupendo...-..e io che vago alla ricerca di info, vagando per web e testi
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MessaggioInviato: Sab Apr 18, 2009 10:32 am    Oggetto: Rispondi citando

ottimo post stavo controllando su internet delle notizie sulle cannule tracheostomiche e mi compare questo topics.... ho trovato buone notizie anche perchè devo fare un corso di aggiornamento per infermieri di cui sono relatrice e devo affrontare questo argomento.
oltretutto ho trovato anche altre informazioni che mi possono servire nel futuro

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"L'assistenza inferm.ca è un arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione, come x qualunque opera di pittore o di scultore; la differenza è che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano...."
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MessaggioInviato: Dom Ott 18, 2009 7:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

nurselusy ha scritto:
ottimo post stavo controllando su internet delle notizie sulle cannule tracheostomiche e mi compare questo topics.... ho trovato buone notizie anche perchè devo fare un corso di aggiornamento per infermieri di cui sono relatrice e devo affrontare questo argomento.
oltretutto ho trovato anche altre informazioni che mi possono servire nel futuro

Ok




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MessaggioInviato: Mer Ott 21, 2009 6:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

:
:Qui di seguito riporto la check list per toracentesi, per quanto riguarda, invece, l'inserimento di drenaggio toracico da rimanere in sede: guardare nelle check list sopra.


TORACENTESI - Check list

1. Informare il paziente sulla tecnica che si sta per eseguire.
Razionale: riduce l'ansia e stimola la collaborazioe del paziente.

2. Accertare l'identità del paziente.

3. Lavarsi le mani con lavaggio sociale.

4. Verificare che vi sia tutta la documentazione clinica del paziente.
- Radiografie polmoari del paziente preparate con la cartella clinica.

5. Preparazione del materiale necessario:

- set per toracentesi composta da : 3 aghi da puntura 14, 16, e 19 Gauge da 80 o 55 mm, punta corta, con cappuccio di protezione, tubo di connessione trasparente da 45 cm, rubinetto a 3 vie, siringa da 60 ml, sacca di raccolta da 2 litri;

- siringa sterile da 5-10 ml e relativi aghi per eventuale anestesia per infiltrazione;

- anestetico di superficie;

- contenitore con soluzione disinfetante iodoforo (betadine);

- contenitore con soluzione disinfettante normale (per togliere l'eccesso di betadine);

- guanti sterili e non , garze sterili;

- contenitore con batffoli di garza sterili, una capsula sterile , eventuali farmaci da introdurre;

- calice graduato, deflussore sterile;

- materiale per medicazione (garza sterile, cerotto);

- due bacinelle reniformi;

- cerata o traversa di protezione;

- materiale per tricotomia;

- paravento;

- un telino sterile;

- un contenitore per raccogliere un campione di liquido.

6. Effettuare una premedicazione mezz'ora prima dell'esame, se richiesto.
Razionale: in caso di dolore eccessio o di ansia o paura del paziente.

7. Su prescrizione medica somministrare almeno 30 min prima della puntura un sedativo della tosse.
Razionale:per evitare possibili complicazioni (pneumotorace).

8. Fare urinare il paziente.

9. Eseguire tricotomia, se necessario.
Razionale: riduce la carica batterica.

10. Fare assumere al paziente la posizione del caso - in rapporto alle sue condizioni:

-Posizione seduta:far sedere il paziente in avanti sulla sponda del letto ,far appoggiare i piedi su di uno sgabello, far incrociare le braccia con il capo abbassato sul petto, oppure far appoggiare braccia e capo su di un servomuto, oppure far abbracciare al paziente un cuscino;

- Posizione coricata: sistemare il paziente in decubito laterale facendogli abbracciare un ciscino (usata raramente).

11. Indossare i guanti.
Razionale: nel rispetto delle norme di sicurezza (D.Lgs sulla sicurezza).

12. Fornire i guanti sterili al medico - la procedura è eseguita in modo sterile.

13. Si eseguono la disinfezione della parte e l'anestesia.
Razionale: si avverte il paziente che sentirà una sensazione di freddo e di pressione in segujito all'infiltrazione dell'anestetico locale.

14. Aprire il set da toracentesi - facendo attenziona a non toccare nulla al suo interno.

15. Il medico sceglie l'ago da utilizzare, localizza lo spazio, che normalmente corrisponde a livello del 7°-8° spazio intercostale posterolaterale.
Razionale: per evitare possibili emorragie dovute alla rottura dei vasi intercostali, l'ago viene inserito appoggiato sulla costola sottostante (i vasi intercostali decorrono all'interno della costola stessa).

16. Una volta introdotto l'ago, se si utilizza il set:

- agendo a livello del rubinetto a tre vie, si aspira il liquido nella siringa e lo si spinge poi nella sacca. Si continua così fino a esaurimento del liquido o al totale riempimento della sacca.

- Nel caso in cui non si utilizzi il set, all'ago si collega un deflussore sterile, che verrà tagliato a 20-30 cm dall'ago e errà collegato alla siringa.
Questo si fa per non agire sull'ago al momento della connesione e disconnessione della siringa. La siringa riempita in questo caso volta per volta verrà vuotata nell'arbarella.

17. Il medico estrae il liquido - intanto l'infermiere controlla le condizioni del paziente: se si manifestano reazioni come tosse, dispnea o cianosi si sospende momentaneamente la toraentesi.

18. Sostenere il paziente verbalmente e descrivere le varie fasi della procedura, se il medico non può farlo.

19. Al termine, quando il liquido si riduce, si estrarrà l'ago.
Razionale: prima di estrarl si deve però decidere se si vuole o meno introdurre farmaci all'interno dello spazio pleurico.

20. Porgere il contenitore per la raccola del campione, se richiesto.
Razionale: spesso una piccola quantità di liquido viene mandata ad analizzare.

21. Porre una piccola medicazione sterile sulla sede della puntura.
Razionale: per evitare che la zona is infetti e tamponare il sito di inserzione.

22. Valutare il paziente: polso frequena respiratoria, colorito cutaneo, rumori respiratori, profondità degli atti respiratori, presenza di dolore toracico, dispnea.

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MessaggioInviato: Mer Ott 21, 2009 8:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ottimo Wink




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Mavros
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MessaggioInviato: Ven Ott 29, 2010 2:15 am    Oggetto: S.O.S. procedure!! Rispondi citando

Ciao a tutti! vi scrivo per chiedervi un aiuto per delle procedure che devo studiare e che non sono riuscito a trovare con una spiegazione chiara-semplice
sui libri che ho consultato (alcuni non le hanno per niente...)
le procedure sono queste 3:
1- assistenza al blocco del nervo intercostale
2- assistenza al medico durante una puntura sovra pubica
3- monitoraggio della pressione venosa centrale

penso di essere nel topic giusto (scusate ma nn sono praticissimo di forum....),
anche perchè confesso che alcune di quelle qui precedentemente aggiunte mi sono state molto utili!
ciaooo e vista l'ora buona notte!! 638
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SWAN-GANZ
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MessaggioInviato: Ven Ott 29, 2010 5:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Mavros!

Se vuoi presentati nella sezione "Nuovi utenti" e poni il problema nella sezione "Studenti e Tutoraggio".
Grazie!

ciao



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