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Genitore con scarsa fiducia nell'infermiere in pediatria

 
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rxx89
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MessaggioInviato: Dom Lug 20, 2014 5:00 pm    Oggetto: Genitore con scarsa fiducia nell'infermiere in pediatria Rispondi citando

Salve a tutti, vorrei avere un consiglio su come approcciarmi a una mamma particolarmente polemica sul mio operato sulla base del pregiudizio riguardante la mia giovane età.
Sono un infermiera di 25, ma ne dimostro meno da pochi giorni sono in un reparto di pediatria, in generale I genitori sono abbastanza titubanti, ma in particolare una mamma dopo averle chiesto solitamente come facevano I miei colleghi una determinata procedura, ha risposto non lo so e quando ho provveduto alla richiesta chiedendo a un collega più anziano l ho trovata in stanza che parlava "male" di me con le altre mamme, vedendomi arrivare ha taciuto, il resto della giornata mi ha ignorata, pur non avendo polemizzato e continuando a comportami educatamente. La bimba in questione ha una malattia molto rara, con gravi sintomi neurologici e psicomotori per cui non vi è alcuna cura ed ha solo un anno e mezzo.
Dovrei parlarle a quattrocchi o continuare per la mia strada dimostrando le mie capacità? Premesso che sono alla prima esperienza pediatrica per cui effettivamente non so bene come approcciarmi sia verso I bimbi che ai genitori
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Yuri
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MessaggioInviato: Dom Lug 20, 2014 11:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' una situazione particolare che può essere vista da più angolazioni.
Una prettamente professionale, una "personale" e, forse, anche una di "condivisione".
Professionalmente sta a te capire e sapere se sei in grado di gestire l'ammalato, le problematiche legate alla sua patologia, etc. Nel caso tu ti senta in grado di fare ttto ciò, una risposta secca, educata, ma decisa, potrebbe essere la chiave di volt:"Senta signora. Sono una professionista, ho studiato per fare quello che faccio e sono perfettamente conscia della situazione. Mi lasci lavorare e vedrà i risultati!".
Personalmente, comprendo lo stato d'ansia del genitore e quindi un approccio più soft potrebbe essere preferibile: "Senta...capisco la sua apprensione, il suo stato di preoccupazione e di ansia, ma non si preoccupi. Sono una professionista adeguatamente formata e so benissimo cosa fare; laddove avessi dei dubbi o delle perplessità, ho colleghi che possono sicuramente indirizzarmi al meglio. sua figlia non è un oggetto, ne siamo ben consci, per cui stia sicura che, in gruppo, faremo tutto il possibile per curarla al meglio".
Sull'aspetto di "condivisione", ognuno esterna il proprio io, per cui non mi permetto alcun suggerimento.

Detto ciò...talvolta alcune persone si ritengono tuttologhe in quanto si sono documentate su internet, tralasciando il fatt che abbiano preso tali informazioni da siti di dubbia obiettività ed adeguatezza.
Consiglio di essere sempre il più sinceri possibile. Se si conosce bene la malattia dell'assisitito, dire a chiare parole al parente che si sa perfettamente quello che si sta facendo. Se invece si hanno dei dubbi, ritengo opportuno quanto doveroso informarsi sia rivolgendosi al personale medico, sia documentandosi, anche via intrernet, ma su siti di riconosciuto valore.

Ultima cosa: quando si parla con un familiare e si danno determinate informazioni, bisogna che queste sian riferite dando l'impressione di essere più che certi di quanto si dice. Ogni piccolo segno di incertezza è un elemento che verrà interpretato come inadeguatezza dell'interlocutore...

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Master "Anestesia e Terapia intensiva" 2004
ACLS IRC/ERC 2004
Competence in elettrostimolazione cardiaca 2006
Laurea Magistrale Sc. Inf.che 2009
Master in "Nursing degli accessi venosi centrali" 2011
Master in "Infermieristica Legale e Forense" 2014
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MessaggioInviato: Dom Lug 20, 2014 11:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Naaaaaaaaaaaa Yuri ogni genitore sai come risponderà alle tue risposte secche e decise?
"tu hai figli?" se dici di no "ah allora non puoi proprio capire cosa provo" se dici si "ma non sta male come il mio"
un genitore con il figlio malato (ancor più di una malattia rara debilitante) è un animale in cattività e graffia e morde anche alla mano che gli porta il cibo.

da infermiera di TIN che ha a che fare ogni giorno con genitori del genere ti dico solo "abbozza, ignora, dà risposte telegrafiche e per ogni altra delucidazione rimanda al medico"
questo tipo di genitori fanno attenzione anche a come rispondi. a che tipo di mimica usi.....sono sempre sul "chi va là".
fai il tuo lavoro, con tranquillità e dedizione, rivolgiti spesso al paziente, al genitore fa piacere che tu prenda il considerazione il figlio come una persona normale e non come un pezzo di carne
;)
mai mai mai mai cercare lo scontro. non ti conviene, rischi che ti "rovesci" tutto il malessere accumulato.

se è una lungodegenza vedrai che piano piano sarà lei che si avvicinerà lei.........e ti chiederà anche scusa.
pazienza.....coi genitori ci vuole paaaaaaaaaaaaaaaaazienza

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MessaggioInviato: Lun Lug 21, 2014 10:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Carolina lo so Purtroppo...
Ma se dovevo aver pazienza andavo a fare il prete e la catena di montaggio in cui lavoro non mi permette di perdere tempo con i parenti.
Vedere la madre che frena le mie indicazioni/imposizioni alla persona di 8 anni ultracollaborativa mi verrebbe da prendere una katana e inciderla longitudinalmente anziché con decisione allontanarla dal reparto. Protesta

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MessaggioInviato: Mar Lug 22, 2014 10:33 am    Oggetto: Re: Genitore con scarsa fiducia nell'infermiere in pedia Rispondi citando

rxx89 ha scritto:
Salve a tutti, vorrei avere un consiglio su come approcciarmi a una mamma particolarmente polemica sul mio operato sulla base del pregiudizio riguardante la mia giovane età.
Sono un infermiera di 25, ma ne dimostro meno da pochi giorni sono in un reparto di pediatria, in generale I genitori sono abbastanza titubanti, ma in particolare una mamma dopo averle chiesto solitamente come facevano I miei colleghi una determinata procedura, ha risposto non lo so e quando ho provveduto alla richiesta chiedendo a un collega più anziano l ho trovata in stanza che parlava "male" di me con le altre mamme, vedendomi arrivare ha taciuto, il resto della giornata mi ha ignorata, pur non avendo polemizzato e continuando a comportami educatamente. La bimba in questione ha una malattia molto rara, con gravi sintomi neurologici e psicomotori per cui non vi è alcuna cura ed ha solo un anno e mezzo.
Dovrei parlarle a quattrocchi o continuare per la mia strada dimostrando le mie capacità? Premesso che sono alla prima esperienza pediatrica per cui effettivamente non so bene come approcciarmi sia verso I bimbi che ai genitori

Per favore, come da regolamento, presentarsi nella sezione "Nuovi utenti".
Grazie.
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MessaggioInviato: Mer Lug 23, 2014 1:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Paolo te stacci ogni santo giorno per 2-3-4-5-6-10 anni poi lo farai d'istinto perchè non li vuoi sentire.......perchè sono soltanto 8 ore maledette di lavoro.
io ho scoperto in 6 anni di tin di avere una pazienza sovrumana quando lavoro......mentre fuori sono una cattivona Wink
non è una questione di imporsi o far vedere di essere competenti......è semplicemente quieto vivere e comprensione verso una persona che sta attraversando un momento di [CENSORED] ;)

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MessaggioInviato: Mer Lug 23, 2014 5:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Momento? Conosciuto persone di 8 9 anni che a casa c'erano rimaste per 15 giorni. Poi sarebbe da aprire il grande argomento sulla psichiatria madre/ figlia,o ammalati dalla nascita e li' il mondo e' completamente diverso da come lo conosciamo fuori e mi infastidiscono i comportamenti genitoriali che non fanno gli interessi del figlio malato. Parlare non fa per me e da questo capisco che oltreconfine hanno ragione. La "relazione d'aiuto" e' una condizione troppo importante per essere lasciata all'ultimo degli addetti all'assistenza. Servono persone adibite e preparate e queste persone non sono gli infermieri. Ok

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