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1996: ERRORI LEGATI ALLA SOMMINISTRAZIONE DI TERAPIA

 
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SWAN-GANZ
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MessaggioInviato: Gio Apr 17, 2008 2:46 am    Oggetto: 1996: ERRORI LEGATI ALLA SOMMINISTRAZIONE DI TERAPIA Rispondi citando

PIZZA SI, TERAPIA (SPESSO) NO.

Sembrano ancora lontani i momenti, veri e concreti, di uno sforzo anche istituzionale per abbassare i rischi professionali, e al tempo stesso i costi per l’intero sistema:
chi ha preso parte ai nostri corsi ECM sul rischio clinico avrà certo sentito quanto ‘’costa’’ effettuare il passaggio e la TRASCRIZIONE delle terapie col tradizionale metodo di carta e penna: secondo i dati statistici di alcuni studi, questo metodo è responsabile di almeno il 12% degli errori legati alla somministrazione della terapia.*

Come fare allora per migliorare la sicurezza delle attività?

E’ sufficiente guardarci intorno: se sono pochissime le realtà sanitarie che utilizzano metodi di certificato passaggio dei dati terapeutici, con un sistema a prova di errore, si consideri quanti ristoranti e pizzerie adottano il lettore ottico per recepire le ordinazioni dei clienti: sono ormai moltissime, e le penne ottiche sono usate con molta sicurezza da operatori non necessariamente esperti di informatica…

Forse in Italia, in generale, è più sentita la necessità di poter ordinare una pizza al gorgonzola con sicurezza (nel senso che così non me ne porteranno una alla marinara,piena d’aglio…) che poter far circolare, nelle strutture sanitarie, le informazioni quali le PRESCRIZIONI TERAPEUTICHE, con una garanzia di avvenuta trasmissione fra i diversi operatori.

*[L.L.Leape and all., System Analysis of Advers Drug Events, 1996, JAMA]




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Laura Rita Santoro
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MessaggioInviato: Mer Lug 09, 2008 12:32 am    Oggetto: Cosa puo' succedere se una prescrizione medica e' errata.. Rispondi citando

[size=24]Cosa puo' succedere se una prescrizione medica e' errata..[/size]

Si veda la sentenza 1878/2000 della Corte di Cassazione in cui si evidenzia chiaramente la colpevolezza dell' infermiere che esegua semplicemente una prescrizione senza chiedere chiarimenti al medico in caso di perplessità .
N.B. La sentenza decide su un fatto del 1994 prima dell'entrata in vigore del Profilo Professionale e della 42/99 ( lo studio di Farmacologia nel percorso formativo dell'infermiere comporta la sua diretta responsabilità nella sfera di somministrazione di farmaci. L'infermiere non deve semplicemente saper "fare" una ev , ma deve saper esattamente cosa sta somministrando , se le dosi sono corrette, le conseguenze che produce il farmaco, i potenziali rischi ed effetti collaterali...altrimenti quasi quasi basta un O.S.S.S., quasi...).
Il fatto
Per alcuni pazienti era stata prescritta una soluzione commerciale denominata “Soluzione 4” contenente cloruro di potassio. La farmacia interna, essendone priva, in sostituzione aveva mandato un’altra soluzione contenente cloruro di potassio, denominata “K Flebo”. La concentrazione di quest’ultimo è diversa e la prescrizione deve essere quindi ritardata secondo la nuova concentrazione.
Il medico di reparto, pur venendo a conoscenza del fatto, si è limitato a dare generiche indicazioni orali.
L’infermiera somministrante (la preparazione era stata delegata all’infermiera generica) non interviene sul medico per fare cambiare la prescrizione e procede alla somministrazione causando la morte di due pazienti.
La Corte ha confermato la condanna per i medici e l’infermiera professionale e assolto la caposala.
Del tutto estranea si è dimostrata la posizione dell’infermiera generica, che si era limitata a preparare la fleboclisi.
La posizione dei medici
Compito dei medici era quello di provvedere a nuova prescrizione, ritarando il farmaco secondo la nuova corretta concentrazione.
I medici e, in particolare uno di loro, era tenuto “per la posizione rivestita di tutela e garanzia dell’integrità fisica dei pazienti affidati alle sue cure” a scrivere una nuova prescrizione in conseguenza della sostituzione del farmaco non fosse altro perché detta attività comporta di per sé “un grado di attenzione e di riflessione elevato” nonché “per l’ovvia considerazione che le istruzioni, scritte sui fogli di terapia o sulle cartelle
termometriche e quindi sulle flebo, sarebbero venute a conoscenza di qualunque operatore medico o paramedico”. Il medico risponde cioè per la sua posizione di corretto prescrittore che deve intervenire ogni qualvolta si possono creare problemi tra l’atto prescrittivo e la somministrazione del farmaco.
La posizione dell’infermiere
Compito dell’infermiera professionale era quello di “attivarsi…..al precipuo scopo di ottenerne una precisazione per iscritto che valesse a responsabilizzare il medico e a indurlo a una eventuale rivisitazione della precedente indicazione….”. L’attivazione dell’infermiera era doverosa, in quanto la Corte ha ritenuto corretto ritenere “esigibile, da parte dell’infermiere professionale, che l’attività di preparazione del flacone non sia prestata in modo meccanicistico, ma in modo collaborativo con il medico, non già per sindacare l’efficacia terapeutica del farmaco prescritto, bensì per richiamarne l’attenzione sui dubbi
avanzati a proposito del dosaggio in presenza di variazione del farmaco, conseguendo proprio dal dovere dell’infermiere professionale, quindi, l’obbligo di attivarsi in tal senso”.Il linguaggio adoperato dalla Cassazione è - come al solito - piuttosto vecchio e non preciso e non rispettoso di attività e dinamiche professionali. La sentenza però, contiene più di un motivo di interesse e in particolare la sindacabilità della prescrizione medica.
Le vecchie norme mansionariali dell’infermiere, contenute nella normativa previgente e oggi abrogata - DPR 14 marzo 1974, n. 225 - attribuivano all’infermiere il compito di somministrare farmaci dietro prescrizione medica. L’attuale profilo professionale dell’infermiere specifica che l’infermiere “garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico terapeutiche”.
L’infermiere, quindi, deve “garantire” la corretta somministrazione di farmaci, la quale però è l’ultimo atto di un procedimento complesso che parte dalla prescrizione medica e prosegue con la somministrazione.
In caso di dubbi l’infermiere deve intervenire presso il medico non essendo lui un mero esecutore delle prescrizioni mediche.
L’intangibilità della prescrizione medica da parte di un professionista sanitario non medico era stata già stabilita dalla Suprema corte in un caso di lesioni personali, laddove venne precisato che “incombe sul fisioterapista, nell'espletamento della sua attività professionale, un obbligo di accertamento delle condizioni del paziente traumatizzato prima di compiere manovre riabilitative che possono rivelarsi dannose, sicché, in mancanza di idonea documentazione medica (eventualmente non prodotta dal paziente) lo stesso fisioterapista ha il dovere di assumere tutte le informazioni richieste dal trattamento che si accinge a praticare (Corte di cassazione, sez. iv, sentenza del 10 aprile 1998, n. 859).
La strategia difensiva basata sul ruolo meramente esecutivo dell’infermiere rispetto a precisi atti professionali è sempre stata una strategia perdente. Anche nel passato regime mansionariale.
tratto dal web
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Laura Rita Santoro
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MessaggioInviato: Mer Lug 09, 2008 12:33 am    Oggetto: E' colpevole l'infermiere che esegue una prescrizione senza Rispondi citando

E' colpevole l'infermiere che esegue una prescrizione senza il parere del medico(Cassazione, Sentenza n. 1878/2000 - Mauro Di Fresco)

L'infermiere non deve semplicemente saper "fare" una ev, ma deve saper esattamente cosa sta somministrando, se le dosi sono corrette, le conseguenze che produce il farmaco, i potenziali rischi ed effetti collaterali...altrimenti quasi quasi basta un O.S.S., quasi ...). Il fatto: Per alcuni pazienti era stata prescritta una soluzione commerciale denominata Soluzione 4 contenente cloruro di potassio. La farmacia interna, essendone priva, in sostituzione aveva mandato un'altra soluzione contenente cloruro di potassio, denominata K Flebo. La concentrazione di quest'ultimo è diversa e la prescrizione deve essere quindi ritarata secondo la nuova concentrazione. Il medico di reparto, pur venendo a conoscenza del fatto, si è limitato a dare generiche indicazioni orali. L'infermiera somministrante (la preparazione era stata delegata all'infermiera generica) non interviene sul medico per fare cambiare la prescrizione e procede alla somministrazione causando la morte di due pazienti. La Corte ha confermato la condanna per i medici e l'infermiera professionale e assolto la caposala. Del tutto estranea si è dimostrata la posizione dell'infermiera generica, che si era limitata a preparare la fleboclisi. Compito dei medici era quello di provvedere a nuova prescrizione, ritarando il farmaco secondo la nuova corretta concentrazione. I medici e, in particolare uno di loro, era tenuto per la posizione rivestita di tutela e garanzia dell'integrità fisica dei pazienti affidati alle sue cure a scrivere una nuova prescrizione in conseguenza della sostituzione del farmaco non fosse altro perchè detta attività comporta di per se è un grado di attenzione e di riflessione elevato nonchè per l'ovvia considerazione che le istruzioni, scritte sui fogli di terapia o sulle cartelle termometriche e quindi sulle flebo, sarebbero venute a conoscenza di qualunque operatore medico o paramedico. Il medico risponde cioè per la sua posizione di corretto prescrittore che deve intervenire ogni qualvolta si possono creare problemi tra l'atto prescrittivo e la somministrazione del farmaco. Compito dell'infermiera professionale era quello di attivarsi..al precipuo scopo di ottenerne una precisazione per iscritto che valesse a responsabilizzare il medico e a indurlo a una eventuale rivisitazione della precedente indicazione.L'attivazione dell'infermiera era doverosa, in quanto la Corte ha ritenuto corretto ritenere esigibile, da parte dell'infermiere professionale, che l'attività di preparazione del flacone non sia prestata in modo meccanicistico, ma in modo collaborativo con il medico, non già per sindacare l'efficacia terapeutica del farmaco prescritto, bensì per richiamarne l'attenzione sui dubbi avanzati a proposito del dosaggio in presenza di variazione del farmaco, conseguendo proprio dal dovere dell'infermiere professionale, quindi, l'obbligo di attivarsi in tal senso. Il linguaggio adoperato dalla Cassazione è come al solito - piuttosto vecchio e non preciso e non rispettoso di attività e dinamiche professionali. La sentenza però, contiene più di un motivo di interesse e in particolare la sindacabilità della prescrizione medica. Le vecchie norme mansionariali dell'infermiere, contenute nella normativa previgente e oggi abrogata DPR 14 marzo 1974, n. 225 attribuivano all'infermiere il compito di somministrare farmaci dietro prescrizione medica.
(Dott. Mauro Di Fresco)
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MessaggioInviato: Lun Lug 14, 2008 2:20 am    Oggetto: Rispondi citando

...Sicuramente i mezzi informatici sono univocamente letti , da qualsiasi persona si appresti a verificare una prescrizione...

Nella RSA dove ho lavorato, abbiamo adottato dei computerini portatili, in cui veniva registrata la cartella di ogni ospite ed i relativi farmaci, sostituendo la prescrizione cartacea..
Ho trovato molto pratico il sistema... anche, se, qualche collega è riuscito ad invertire le somministrazioni lo stesso.... pur utilizzando questo sistema...
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MessaggioInviato: Lun Lug 14, 2008 3:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Sicuramente adottare un formato digitale per tutta la documentazione cartacea ridurrebbe notevolmente gli errori.

Quando ho lavorato in Finlandia ho sempre avuto a che fare con i PC portatili sui quali era contenuto tutto il materiale necessario ai vari professionisti.

Anziche' trasportare il carrello delle cartelle cliniche il medico andava camera per camera con un carrellino sul quale era riposto il computer portatile.

Tutto e' risultato estremamente semplice da realizzare. Nell'ospedale dove lavoravo, la ragazza della mensa prenotava i pasti andando camera per camera e utilizzando un palmare, la maggior parte delle pizzerie o ristoranti dotano i camerieri di palmare per annotare le ordinazioni dei clienti.

Possibile che la sanita' italiana non abbia mai pensato di adottare uno strumento simile?
Evidentemente i camerieri hanno a cuore lo stomaco dei propri clienti piu' di quanto i dirigenti ospedalieri non abbiano a cuore la salute della popolazione! pensare
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MessaggioInviato: Lun Lug 14, 2008 9:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Sicuramente con pc e palmari il rischio di errore è diminuito ma anche lì è possibile sbagliare. Comunque nei reparti di tutta italia i computer non mancano, più che altro non tutti hanno le cartelle infermieristiche computerizzate. Anche i palmari iniziano a crescere. Molto più veloci, molto più comodi e difficilmente sbagli con quelli.
Per la somministrazione di terapia iniziano a mettere il controllo con infrarossi.
Guazzo al san martino mi sembra che abbiano iniziato da pochi mesi...ho parlato giorni fà con una collega la quale mi ha detto che non è più l'infermiere che ordina compresse e fiale ma viene tutto mandato dalla farmacia compressa per compressa, giorno per giorno e tu infermiere strisci con l'infrarosso per controllare se il paziente è giusto, se la compressa è giusta, se la prescrizione è giusta eccetera. Questo soprattutto per tenere più sotto controllo gli sprechi di farmaci e materiale.
Vi risulta?


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MessaggioInviato: Lun Lug 14, 2008 9:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Guazzo ha scritto:
Evidentemente i camerieri hanno a cuore lo stomaco dei propri clienti piu' di quanto i dirigenti ospedalieri non abbiano a cuore la salute della popolazione!

Questo sicuramente!!! pianto


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MessaggioInviato: Lun Lug 14, 2008 2:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

SWAN-GANZ ha scritto:
Sicuramente con pc e palmari il rischio di errore è diminuito ma anche lì è possibile sbagliare. Comunque nei reparti di tutta italia i computer non mancano, più che altro non tutti hanno le cartelle infermieristiche computerizzate. Anche i palmari iniziano a crescere. Molto più veloci, molto più comodi e difficilmente sbagli con quelli.
Per la somministrazione di terapia iniziano a mettere il controllo con infrarossi.
Guazzo al san martino mi sembra che abbiano iniziato da pochi mesi...ho parlato giorni fà con una collega la quale mi ha detto che non è più l'infermiere che ordina compresse e fiale ma viene tutto mandato dalla farmacia compressa per compressa, giorno per giorno e tu infermiere strisci con l'infrarosso per controllare se il paziente è giusto, se la compressa è giusta, se la prescrizione è giusta eccetera. Questo soprattutto per tenere più sotto controllo gli sprechi di farmaci e materiale.
Vi risulta?


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Mi pare una buona idea, purtroppo non so dartene conferma dato che non sono un grande esperto di San Martino. :)
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MessaggioInviato: Sab Ott 04, 2008 8:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sposto argomento nella sezione "LEGISLAZIONE"



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MessaggioInviato: Mar Ott 14, 2008 1:25 am    Oggetto: Rispondi citando

nell'attesa che l'informatizzazione arrivi..(speriamo prima che io abbia i capelli tutti bianchi..) io direi che sono necessari altri 2 piccoissimi accorgimenti:
1. l'adozione del foglio unico di terapia che ancora non è presente in molti reparti...evitando così trascrizioni "pericolose"
2. che il medico scriva in STAMPATELLO e in modo chiaro. sembra una banalità ma quant volte mi sono trovata a cercare di decifrare gli scarabocchi incomprensibili, proprio relativamente alla prescrizione di un farmaco!questo, oltre a poter comportare un grave rischio per la persona in caso di sommministrazione errata, fa anche perdere un sacco di tempo..alla ricerca di un potenziale decifratore!!!
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MessaggioInviato: Mar Ott 14, 2008 5:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

etta ha scritto:
nell'attesa che l'informatizzazione arrivi..(speriamo prima che io abbia i capelli tutti bianchi..) io direi che sono necessari altri 2 piccoissimi accorgimenti:
1. l'adozione del foglio unico di terapia che ancora non è presente in molti reparti...evitando così trascrizioni "pericolose"
2. che il medico scriva in STAMPATELLO e in modo chiaro. sembra una banalità ma quant volte mi sono trovata a cercare di decifrare gli scarabocchi incomprensibili, proprio relativamente alla prescrizione di un farmaco!questo, oltre a poter comportare un grave rischio per la persona in caso di sommministrazione errata, fa anche perdere un sacco di tempo..alla ricerca di un potenziale decifratore!!!

Quoto e io aggiungerei anche il dosaggio ma raramente mettono o lo mettono sbagliato. Cerchiamo di correggerli in questo...



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