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Rischio flebite in arti inferiore dopo posizionamento CVP

 
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Auron
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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 5:27 pm    Oggetto: Rischio flebite in arti inferiore dopo posizionamento CVP Rispondi citando

Buonasera a tutti, vi porgo un mio dubbio.
Una piccola premessa: sono molto bravo a reperire accessi venosi e non di rado reperisco accessi venosi nelle zone meno ortodosse (pianta del piede, vena poplitea etc) quando non si può fare altrimenti.

Qualche giorno fa al P.S. arriva una donna di circa 50 anni, obesa, con le vene fragili e rovinate da terapia con cortisonici

Non sono in turno con chi conosco, ho un infermiera con me che mi dice (nonostante abbia provato lei sul corpo della disgraziata per tre volte) che incanulare vene di distretti corporei inferiori aumenta esponenzialemente il rischio di flebite.. è vero?

E la flebite di per sè è cosi tremenda?

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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 5:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

la flebite è secondaria alla rottura delle vene fragili e allo stravaso di liquido infusivo tra i distretti extravascolari.
provare con un midline per via ecografica?? calibro maggiore e minore rischio rottura Very Happy

ma ci serviva una spiegazione extra, ci si arriva col ragionamento eh? allora non sei così bravo
......scusa scusa....ma chi si loda si sbroda. su ste frasi ci puccio come un'ape sul miele.
ciau

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Auron
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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 6:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

non ho capito una mazza di quel che hai scritto, veramente! hate-eeh2 pensare

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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 6:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il rischio di flebite c'è in ogni arto: il rischio aumenta per parecchi motivi.
Sarebbe opportuno preferire punti di inserzione in cui il catetere non è mobile, cateteri di diametro non superiore a 1/3 del calibro del vaso, cateteri lunghi per infondere lontano dalla sede traumatizzata dalla puntura.
Occorre diluire correttamente i farmaci per ridurre il rischio di iniettare soluzioni potenzialmente lesive, e prestare particolarmente attenzione alle soluzioni con osmolarità elevata.
Per quanto riguarda gli arti inferiori si tende a evitare di inserire cateteri vascolari perchè il rischio trombotico è più elevato e anche perchè limitano maggiormente i movimenti del paziente.

Come diceva la Mukkotta, l'inserzione di un catetere con guida ecografica, magari un catetere "lungo" inserito in vena basilica, che può rimanere in sede anche 4-6 settimane, poteva essere la soluzione più corretta, vantaggiosa economicamente e meno dolorosa per la paziente che è stata bucata più e più volte.
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Auron
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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 7:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Come diceva la Mukkotta, l'inserzione di un catetere con guida ecografica, magari un catetere "lungo" inserito in vena basilica, che può rimanere in sede anche 4-6 settimane, poteva essere la soluzione più corretta, vantaggiosa economicamente e meno dolorosa per la paziente che è stata bucata più e più volte.


Già, ma io non parlavo di pazienti che fanno terapia con chemioterapici o pazienti che devono rimanere a lungo nell'ospedale..parlo di pazienti del Pronto Soccorso, ad esempio pazienti tipo SERT (e ce ne sono tanti) oppure con sindrome di cushing summenzionati oppure pazienti neurologici (con Ictus, ad esempio) che a volte tengono le braccia piegate e irremovibili se non con l'aiuto di un collega..

Citazione:
Sarebbe opportuno preferire punti di inserzione in cui il catetere non è mobile, cateteri di diametro non superiore a 1/3 del calibro del vaso, cateteri lunghi per infondere lontano dalla sede traumatizzata dalla puntura.


Ok, ma per i pazienti politraumatizzati o in shock ipovolemico non puoi mica mettere un 22 gauge per inserire grosse quantità di liquidi in poco tempo..

Ad esempio due giorni fa abbiamo avuto un paziente IMA con ST sottoslivellato.. Gli ho messo un accesso venoso di 18 G (verde) anche se non aveva le vene grandi.. quello che sto dicendo è che nell'emergenza non si va tanto per il sottile a trovare il punto di repere con minor rischio di flebite.. e stessa cosa dicasi per la tipologia di pazienti sopramenzionata..

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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 11:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giusto, nell'emergenza metti il meglio che riesci a mettere.

Le flebiti si sviluppano in diverse ore/giorni, non è un problema da pronto soccorso ma da reparto di degenza.
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Auron
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MessaggioInviato: Ven Lug 01, 2011 11:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

okey grazie Gu!

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MessaggioInviato: Sab Lug 02, 2011 5:28 am    Oggetto: Rispondi citando

Auron ha scritto:
non ho capito una mazza di quel che hai scritto, veramente! hate-eeh2 pensare



Wink santo gu!

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MessaggioInviato: Sab Lug 02, 2011 10:13 am    Oggetto: Rispondi citando

Meglio lasciar perdere gli arti inferiori in routine.
Gu e Carol ti hanno dato una bella spiegazione.

In emergenza comunque prendi ciò che trovi, sempre e comunque.



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MessaggioInviato: Sab Lug 02, 2011 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io preferisco mettere un CVP G18/16/14 in brachiale ecoguidato, piuttosto che un pari calibro agli arti inferiori.
Ormai che la tecnologia ci aiuta non vedo perchè non dobbiamo usarla.
Piccolo esempio: a 22 anni mi sono rotto tibia e perone (frattura scomposta non esposta), mi hanno incannulato sul territorio la vena basilica dx con un CVP G16 per infondermi la miracolosa Morfina, ma che successivamente ha causato una flebite -> avevo un "cannone" di vena e adesso (a 28 anni) nemmeno con l'eco si riesce a trovare la basilica e la brachiale interessata dalla flebite.
Poi se sei in emergenza e non hai tempo di cercare con un eco la via incannuli la giugulare esterna o chiami il medico di PS o il rianimatore per una centrale o un'intraossea.
Se hai il tempo di fare n tentativi per un CV periferico una gran emergenza non doveva essere.
Medita.....
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Auron
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MessaggioInviato: Sab Lug 02, 2011 1:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Piccolo esempio: a 22 anni mi sono rotto tibia e perone (frattura scomposta non esposta), mi hanno incannulato sul territorio la vena basilica dx con un CVP G16 per infondermi la miracolosa Morfina, ma che successivamente ha causato una flebite -> avevo un "cannone" di vena e adesso (a 28 anni) nemmeno con l'eco si riesce a trovare la basilica e la brachiale interessata dalla flebite.


Però la tua flebite è stata di tipo chimico, no? A causa della morfina che ti hanno somministrato.. quindi il rischio fisico (di inserimento CVP) è minore rispetto a quello chimico?

Citazione:
Se hai il tempo di fare n tentativi per un CV periferico una gran emergenza non doveva essere.
Medita.....


No, infatti, era un codice giallo ma praticamente verde..
Comunque io volevo sapere se il rischio di flebite nel posizionamento CVP
aumenta esponenzialmente man mano che si va in periferia, oppure se il rischio di flebite è uguale per ogni zona.

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MessaggioInviato: Dom Lug 03, 2011 9:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Occhio però alla troppa tecnologia, perchè dal momento in cui non è disponibile o si rompe eccetera ci si può trovare nella situazione di non trovare più una vena.
Un pò come quando una lavora in rianimazione...guarda troppo il monitor e poco il paziente.




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MessaggioInviato: Dom Lug 03, 2011 2:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Verissimo, se non hai un eco vai di giugulare esterna o CVC.
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MessaggioInviato: Lun Lug 04, 2011 9:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Luca, voi le giugulari esterne le prendete o vi fanno il "mazzo"?
CVC non credo che prendiate...


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MessaggioInviato: Lun Lug 04, 2011 11:42 am    Oggetto: Rispondi citando

SWAN-GANZ ha scritto:
Luca, voi le giugulari esterne le prendete o vi fanno il "mazzo"?


Perchè dovrebbero fare il mazzo?
Non credo che un infermiere dotato di cervello e buon senso (non sempre presenti e non sempre presenti insieme) si metta a incannulare giugulari esterne se non per fare terapie salvavita...
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MessaggioInviato: Lun Lug 04, 2011 12:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

penso che la giugulare esterna sia l'ultima estrema opzione.. ma sinceramente secondo me sarebbe meglio provare con l'intraossea a questo punto, e visto che l'EZ-IO ha una percentuale di successo di oltre il 90 %, mi domando perchè non venga trattata nelle materie come Infermieristica in area critica o Emergenze medico-chirurgiche...

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MessaggioInviato: Lun Lug 04, 2011 10:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Essendo la giugulare esterna un accesso venoso periferico la possiamo incannulare in autonomia (soprattutto se ci troviamo di fronte a pazienti con una giugulare ben definita e magari osteoporotici, così evitiamo l'intraossea).
Per il CVC si chiama sempre il medico, sia esso di PS o il Rianimatore.
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MessaggioInviato: Mer Lug 06, 2011 10:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Luca-Carpi ha scritto:
Essendo la giugulare esterna un accesso venoso periferico la possiamo incannulare in autonomia (soprattutto se ci troviamo di fronte a pazienti con una giugulare ben definita e magari osteoporotici, così evitiamo l'intraossea).
Per il CVC si chiama sempre il medico, sia esso di PS o il Rianimatore.

Grazie Wink



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MessaggioInviato: Mer Lug 06, 2011 10:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

gu.imbriaco ha scritto:
SWAN-GANZ ha scritto:
Luca, voi le giugulari esterne le prendete o vi fanno il "mazzo"?


Perchè dovrebbero fare il mazzo?
Non credo che un infermiere dotato di cervello e buon senso (non sempre presenti e non sempre presenti insieme) si metta a incannulare giugulari esterne se non per fare terapie salvavita...

Certo hai ragione, ma da me non si prendono e basta. Infermiera l'ha fatto è stata richiamata dal medico, poi andati dal primario e chiaramente le ha detto "Noi sappiamo che potete prenderle, ma qui preferisco di no, le devono prendere i medici, se le stà bene meglio per tutti altrimenti le assicuro che farò in modo di fargliele prendere altrove".
Questo è successo non a Genova ma in un altra città.


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