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PRESTAZIONI AGGIUNTIVE(...) .LEGGE 8 GENNAIO 2002, n.1

 
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HAND
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MessaggioInviato: Lun Mag 05, 2008 8:01 pm    Oggetto: PRESTAZIONI AGGIUNTIVE(...) .LEGGE 8 GENNAIO 2002, n.1 Rispondi citando

Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 12
novembre 2001, n. 402 , recante disposizioni urgenti
in materia di personale sanitario.
Art. 1 - Prestazioni aggiuntive programmabili da parte
degli infermieri dipendenti ed emergenza infermieristica
1. In caso di accertata impossibilità a coprire posti di
infermiere e di tecnico sanitario di radiologia medica
mediante il ricorso a procedure concorsuali, le Aziende
unità sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, le residenze
sanitarie assistenziali e le case di riposo previa autorizzazione
della Regione e nei limiti delle risorse finanziarie
connesse alle corrispondenti vacanze di organico
ricomprese nella programmazione triennale di cui all'articolo
39, commi 19 e 20-bis, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni, hanno facoltà,
non oltre il 31 dicembre 2003:
a) di riammettere in servizio infermieri e tecnici sanitari
di radiologia medica che abbiano volontariamente risolto
il rapporto di lavoro da non oltre cinque anni nel
rispetto della procedura di cui all'articolo 24 del CCNL
integrativo del 20 settembre 2001;
b) di stipulare contratti di lavoro, a tempo determinato,
anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 31 del
CCNL integrato del 20 settembre 2001, per la durata massima
di un anno, rinnovabile, con le modalità ed i criteri
indicati dai commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dello stesso articolo.
1-bis. La facoltà di cui al comma 1 è riconosciuta, non
oltre il 31 dicembre 2003, anche agli istituti di ricovero
e cura a carattere scientifico nei limiti delle risorse
finanziarie connesse alle corrispondenti vacanze di organico
ricomprese nella programmazione triennale di cui
all'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
successive modificazioni.
2. Fermo restando il vincolo finanziario di cui al comma
1 e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, le Aziende
unità sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, le
Residenze sanitarie per anziani e gli Istituti di riabilitazione,
gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico
e le case di riposo, previa autorizzazione della
Regione, possono remunerare agli infermieri dipendenti
in forza di un contratto con l'azienda prestazioni orarie
aggiuntive rese al di fuori dell'impegno di servizio,
rispetto a quelle proprie del rapporto di dipendenza; tali
prestazioni sono rese in regime libero professionale e
sono assimilate, ancorché rese all'amministrazione di
appartenenza, al lavoro subordinato, ai soli fini fiscali e
contributivi ivi compresi i premi e i contributi versati
all'INAIL.
3. Sono ammessi a svolgere prestazioni aggiuntive gli
infermieri e i tecnici sanitari di radiologia medica dipendenti
dalla stessa Amministrazione, in possesso dei
seguenti requisiti:
a) essere in servizio con rapporto di lavoro a tempo
pieno da almeno sei mesi;
b) essere esenti da limitazioni anche parziali o prescrizioni
alle mansioni come certificate dal medico competente;
c) non beneficiare, nel mese in cui è richiesta la prestazione
aggiuntiva, di istituti normativi o contrattuali che

comportino la riduzione, a qualsiasi titolo, dell'orario di
servizio, comprese le assenze per malattia.
4. L'Amministrazione interessata utilizza in via prioritaria
le prestazioni aggiuntive per garantire gli standard
assistenziali nei reparti di degenza e l'attività delle sale
operatorie.
5. La tariffa di tali prestazioni aggiuntive a favore
dell'Amministrazione di appartenenza e i tetti massimi
individuali della stessa sono determinati, previa consultazione
delle organizzazioni sindacali in sede decentrata,
in misura compatibile con il vincolo finanziario di cui al
comma 1.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, lettera b), 2 e 5 si
applicano, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sino all'entrata in
vigore di una specifica disciplina contrattuale e, comunque,
non oltre la data del 31 dicembre 2003.
7. Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, individua, con proprio
decreto emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, d'intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le
figure di operatori professionali dell'area sanitaria, fatte
salve le competenze già attribuite alle professioni sanitarie
disciplinate dalle L. 26 febbraio 1999, n. 42, e L.
10 agosto 2000, n. 251, nonché, di concerto con il
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le figure professionali
operanti nell'area socio-sanitaria ad alta integrazione
sanitaria che possono essere formate attraverso
corsi organizzati a cura delle regioni senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza statale. Con lo stesso decreto
sono stabiliti standard minimi di insegnamento teorico e
di addestramento pratico, nonché i princìpi per la composizione
della commissione esaminatrice e per l'espletamento
dell'esame finale senza nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica (6).
8. Fino a quando non si procederà ai sensi del comma 7,
per l'operatore socio-sanitario restano confermate le disposizioni
di cui all'accordo intervenuto il 22 febbraio
2001 in sede di Conferenza Stato-regioni tra il Ministro
della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
e le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano. Con la stessa procedura è disciplinata, per l'operatore
socio-sanitario la formazione complementare in
assistenza sanitaria che consente a detto operatore di
collaborare con l'infermiere o con l'ostetrica e di svolgere
alcune attività assistenziali in base all'organizzazione
dell'unità funzionale di appartenenza e conformemente
alle direttive del responsabile dell'assistenza infermieristica
od ostetrica o sotto la sua supervisione.
9. Il conseguimento del master di primo livello di tipo
specialistico in Scienze infermieristiche e delle professioni
sanitarie, organizzato dalle università ai sensi dell'articolo
3, comma 8, del D.M. 3 novembre 1999, n. 509
del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica costituisce titolo valutabile ai fini della carriera.
10. I diplomi, conseguiti in base alla normativa precedente,
dagli appartenenti alle professioni sanitarie di cui
alle L. 26 febbraio 1999, n. 42, e L. 10 agosto 2000, n.
251, e i diplomi di assistente sociale sono validi ai fini
dell'accesso ai corsi di laurea specialistica, ai master ed
agli altri corsi di formazione post-base di cui al D.M. 3
novembre 1999, n. 509 del Ministro dell'università e
della ricerca scientifica e tecnologica attivati dalle università.
All'articolo 1, comma 1, della legge 2 agosto
1999, n. 264, alla lettera a), dopo la parola: "architettura"
sono inserite le seguenti: "ai corsi di laurea specialistica
delle professioni sanitarie,".
10-bis. Le Aziende unità sanitarie locali, le Aziende
ospedaliere, le altre istituzioni e enti che svolgono attività
sanitarie e socio-sanitarie possono assumere personale
sanitario diplomato o laureato non medico residente
in altri Paesi dell'Unione europea, fermo restando il
vincolo finanziario di cui al comma 1.
10-ter. Il Ministro della salute può autorizzare le regioni
a compiere gli atti istruttori di verifica per il rilascio del
decreto ministeriale di riconoscimento dei titoli abilitanti
per l'esercizio in Italia della specifica professione.
11. In ogni caso restano fermi i vincoli finanziari previsti
dall'Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome
dell'8 agosto 2001.
Art. 1-bis - Modifica al decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626
1. All'articolo 2, comma 1, lettera d), numero 1), del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, dopo le
parole: "o in clinica del lavoro" sono inserite le seguenti:
"o in igiene e medicina preventiva o in medicina legale
e delle assicurazioni" (12).
Art. 1-ter - Disposizioni particolari per le province autonome
di Trento e di Bolzano
1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili
alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente
con le norme dei rispettivi statuti.
Art. 2 - Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle
Camere per la conversione in legge.
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MessaggioInviato: Mar Mag 06, 2008 4:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie HAND! Ok


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